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Ast, sindacati duri: "L'azienda non rispetta i patti"

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Eleonora Sarri
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Alla ThyssenKrupp Acciai Speciali Terni i lavoratori entrano con terrore, paura, perché il clima è teso come una corda di violino. I fatti sono noti. Maestranze sono state licenziate, altre sono state raggiunte da lettere di richiamo, altre sospese. Lo denuncia il sindacato dei metalmeccanici che mercoledì ha convocato gli stati generali all'hotel Michelangelo, a Terni, con la presenza dei segretari nazionali e territoriali di Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil, Ugl e Fismic e i segretari confederali territorialidi Cgil, Cisl, Uil. Le forze sociali sono in allarme rosso, e denunciano il non rispetto dei patti sottoscritti a dicembre al ministero dello Sviluppo Economico, a Roma. Per le forze sociali le relazioni sindacali sono deteriorate, non è ancora chiara la politica commerciale, si registra un continuo utilizzo degli straordinari e mancati riposi per garantire la continuità della produzione e delle manutenzioni, persistono continui ritardi nell'approvvigionamento dei materiali necessari ad impiantistica, stanno esplodendo i problemi riguardanti la sicurezza e all'ambiente. Nel documento conclusivo, approvato all'unanimità dai delegati del gruppo Ast, il sindacato chiede che "si riattivi un percorso a livello europeo che coinvolga politica, sindacato europeo e multinazionale per discutere del consolidamento, sviluppo e prospettive future delle produzioni di acciaio inossidabile ternane in Europa".