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Volontari in azione per ripulire il parco

I volontari a Sant'Efebo

Claudio Contessa
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“Parco degli orrori” in viale Campofregoso dove il Thyrus, simbolo della città di Terni, è “abbandonato” e in pessimo stato. Vegetazione selvaggia anche nell'area di verde pubblico del Sant'Efebo in zona San Valentino, dove giovani e associazioni di volontariato, armati di decespugliatore e rastrello, hanno provveduto autonomamente al taglio dell'erba alta. Degrado e incuria in alcuni parchi della città: non mancano le denunce da parte dei cittadini. Della prima si è fatto portavoce il consigliere comunale Paolo Crescimbeni e riguarda i giardini che fronteggiano il torrente Serra in viale Campofregoso. “Raramente nella mia vita ho visto dei giardinetti ridotti in quello stato - scrive l'esponente dell'opposizione in un atto di indirizzo rivolto a sindaco e giunta - tutti ci dovrebbero andare, magari muniti di mascherina e calzature adatte. Panchine distrutte, immondizia di ogni genere, erbacce, escrementi umani, odori nauseabondi, quattro cestini stracolmi chissà da quando; il busto di Borzacchini, che per sua fortuna guarda lontano, danneggiato nella scritta. Mai visto un degrado simile”. Crescimbeni evidenzia come “...la rete lato fiume che dovrebbe proteggere i pochissimi frequentatori è rotta ed ho appreso che l'assessore al verde pubblico è stato diffidato affinché intervenga prima che accadano incidenti di gravissima portata. Perla tra le perle - conclude - il monumento del Thyrus, simbolo e stemma della città è in pessimo stato”. Nel parco pubblico Sant'Efebo, in zona San Valentino, sono stati i ragazzi del centro giovanile e i soci dell'associazione San Valentino Borgo Garibaldi, a “sporcarsi le mani”, imbracciare decespugliatore, rastrello e sacchi per la raccolta e ripulire l'area verde dove tra l'altro c'è anche un parco giochi per bambini. “Laddove non arriva l'amministrazione pubblica, deve necessariamnte arrivare la pratica della cittadinanza attiva - commenta Mauro Nannini, coordinatore del Centro giovanile Sant'Efebo - Da ex consigliere comunale comprendo e capisco le ragioni dei Comuni che hanno sempre meno risorse, ma è evidente che servirebbe una maggiore capacità di interlocuzione con i quartieri periferici, considerando che esistono realtà associative, di volontariato, che in tutti i modi cercano di mantenere un equilibrio di vivibilità. Mi auspico - conclude - che segnali del genere possano essere da stimolo sia per tutti i cittadini che con la pratica del lamento non vanno da nessuna parte, ma soprattutto per l'amministrazione che oltre alle orecchie, deve avere anche gli occhi aperti”.