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Fontana di piazza Tacito, dalla Carit ultimatum alla Soprintendenza

Roberto Minelli
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E' polemica sul progetto di restauro della fontana di piazza Tacito, a Terni, con la Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni che prende posizione contro la Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici dell'Umbria. "Dopo l'ennesima riunione, a fronte della perdurante assenza di elementi certi da parte della Soprintendenza e a quasi due anni dall'avvio del progetto di restauro - si legge in una nota - non si può perdere ulteriore tempo. Troppo ne è trascorso inutilmente a causa dei mutati orientamenti della stessa Soprintendenza in ordine al restauro dei mosaici, accompagnati da evidenti indecisioni, lacune programmatiche e organizzative. Per questo la Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni - prosegue il comunicato - intende porre un termine temporale - dodici mesi - oltre il quale tutti i finanziamenti deliberati per la realizzazione di un progetto ritenuto fondamentale per la città di Terni, verranno ritirati". "Nelle ultime settimane, con i cambi al vertice della Soprintendenza, si è passati da un orientamento volto al rifacimento dei mosaici, ad uno - diametralmente opposto - indirizzato al restauro in situ dell'opera di Cagli. Situazione che, pur causando ulteriori ritardi e disagi, è stata comunque accettata. Oggi, invece, si continua a perdere tempo in discussioni improduttive, come testimoniato dalla riunione svoltasi giovedì 7 maggio presso la sede della stessa Fondazione. Non sembra essere questa la priorità della Soprintendenza e il rischio è che a pagarne le conseguenze - si conclude la nota - siano, ancora una volta, i cittadini che vorrebbero solo poter riabbracciare il proprio simbolo, attraverso un intervento di qualità e durevole nel tempo".