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Tanta gente alla processione del Cristo morto guidata dal vescovo Piemontese

(foto Stefano Principi)

Andrea Niccolini
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Tanta gente, famiglie, giovani, gruppi parrocchiali e di stranieri, hanno partecipato venerdì sera alla processione del Cristo morto guidata dal vescovo Giuseppe Piemontese. La processione aux flambeaux con la statua del Cristo morto e della Madonna addolorata, partita dalla chiesa di San Francesco, si è snodata lungo le vie centrali della città, passando per piazza della Repubblica dove c'è stata la sosta con la lettura del vangelo e la meditazione del vescovo. La conclusione nella Cattedrale di Terni dove è stato letto il brano evangelico della passione di Cristo e una preghiera di san Francesco sulla morte e resurrezione di Gesù. GUARDA la gallery "A volte pensando agli eventi della passione del Signore siano tentati di riconoscere in questo o quello i responsabili della morte di Gesù – ha detto il vescovo nella sua riflessione -. Ma sono stati i nostri peccati, i nostri comportamenti sbagliati a volte fatti con cattiveria altre volte con superficialità a provocare la morte di Gesù. Ma nel sangue versato di Gesù c'è anche la nostra vita, il perdono, la misericordia. Vogliamo volgere lo sguardo a Maria addolorata colei che nel silenzio, nella contemplazione e nell'adorazione ha atteso la resurrezione di Gesù. Vogliamo avere questa sera un pensiero per le madri che hanno perso i figli o che non vedono i figli ancora realizzati, o dagli ideali smorzati o a volte lontani dalla fede. Affidiamo a Maria quelle madri che hanno rifiutato i figli concepiti, perché ritrovino conforto e perdono nel sangue di Cristo, accompagnate da Maria santissima addolorata".