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Travolta e uccisa da bandito in fuga, pena dimezzata

Maria Elena Petruccioli

Antonio Mosca
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Travolta e uccisa da un bandito in fuga, dimezzata la pena all'albanese che uccise Maria Elena Petruccioli. “Quante vale la vita di mia figlia? E quando avremo finalmente giustizia?”. Sonia Bonifazi è la mamma di Maria Elena Petruccioli, la studentessa di 25 anni di Montefranco travolta e uccisa dai banditi in fuga sulla Somma il 31 gennaio del 2013. Dopo la sentenza esemplare con cui il gup Augusto Fornaci aveva condannato l'albanese Visar Dedja a 14 anni di reclusione, con il giudizio abbreviato, ora la Corte d'assise d'appello di Perugia ha invece ridotto la pena a soli 6 anni. Il reato di omicidio volontario aggravato è stato infatti derubricato in quello assasi più lieve di omicidio colposo, sempre con lo sconto di un terzo della pena. Alla lettura della sentenza mamma Sonia, che indossava una maglietta con il volto di Maria Elena, non ce l'ha fatta più. E la sua rabbia è esplosa incontenibile. “Sono allibita - dice - e mi sento presa in giro. Non è giusto per noi familiari e per la memoria di mia figlia. Che aveva una sola “colpa”: quella di tornare a casa in auto dopo una serata trascorsa con il suo fidanzato. Si può morire così a 25 anni?" SERVIZIO COMPLETO SULL'EDIZIONE DI VENERDI' 27 MARZO DEL CORRIERE DELL'UMBRIA