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L'avvocato dei Raggi: "Vogliamo capire se Aziz poteva essere espulso"

Eleonora Sarri
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La famiglia di David Raggi, ucciso in piazza dell'Olmo a Terni con una bottigliata al collo, vuole vederci chiaro anche sulle condizioni di permanenza in Italia di Amine Aassoul, il 29enne accusato dell'omicidio avvenuto nella serata del 13 marzo. Nel contesto delle indagini difensive avviate dall'avvocato Massimo Proietti, legale della famiglia, quest'ultimo ha chiesto al tribunale di Caltanissetta tutti gli atti legati alla posizione di Amine Aassoul in Italia e in particolare il provvedimento con cui la commissione territoriale ha rigettato la sua richiesta di asilo - tecnicamente di protezione - presentata subito dopo lo sbarco a Lampedusa, nel maggio del 2014. “Tutto ciò - spiega l'avvocato Proietti - perché riteniamo che Amine Aassoul non fosse inespellibile”. L'ipotesi del legale è che l'omicida di David Raggi non avesse i requisiti per rimanere ulteriormente in Italia in seguito alla bocciatura della richiesta di asilo. “Stiamo cercando di verificare questo aspetto - afferma - perché riteniamo che i presupposti di legge, in questo caso, escludano l'automaticità della sospensione che ha consentito ad Aassoul di restare nel nostro Paese, in ragione sia della falsa identità fornita al suo arrivo in Italia, sia dei numerosi precedenti per i quali era già noto da tempo. Se il ricorso fosse stato respinto in quanto manifestamente infondato o inammissibile, non ci sarebbero state le condizioni per applicare automaticamente la sospensiva che gli ha consentito di restare qui e di raggiungere di nuovo Terni”.