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Ruba abbigliamento per 300 euro e il cellulare dell'addetto alla sicurezza

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Eleonora Sarri
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Aveva tolto le placche antitaccheggio, bruciandole con l'accendino, poi aveva indossato scarpe, tuta e felpe a strati, cercando di guadagnare l'uscita del negozio. Ma non sapeva, il sedicente algerino di 31 anni, senza fissa dimora in Italia, che nei capi di abbigliamento, oltre alle placche, era stato inserito un altro dispositivo meno visibile che fa comunque scattare l'allarme se non viene disinserito alla cassa. Così nel pomeriggio di giovedì 12 febbraio in un grande magazzino appena fuori Terni un addetto alla sorveglianza ha bloccato l'uomo e lo ha tenuto in ufficio in attesa della polizia. Gli agenti lo hanno portato in questura per la procedura dell'identificazione e, da un controllo più approfondito, è saltato fuori anche un telefono cellulare che l'addetto alla sicurezza del negozio ha riconosciuto come il proprio; poco prima nel negozio, durante l'attesa degli agenti, il ladro aveva visto il cellulare e lo aveva rubato. Già condannato per furto e per reati di droga, conosciuto con vari alias, clandestino in Italia da oltre 12 anni, più volte accompagnato nei centri di identificazione ed espulsione, dai quali è sempre uscito per la prescrizione dei termini di detenzione, senza mai la possibilità di farlo uscire dal Paese per l'impossibilità di attribuirgli una nazionalità, dato che è sprovvisto di documenti di identità, è stato arrestato per furto aggravato e verrà giudicato con rito direttissimo.