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Il vescovo Piemontese: "Io non sono Charlie Hebdo"

Il vescovo Giuseppe Piemontese

Andrea Niccolini
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"Io non sono Charlie Hebdo, se quello che viene scritto suona come un'offesa gratuita nei confronti degli altri". È quanto affermato dal vescovo di Terni Narni Amelia Giuseppe Piemontese, nel corso dell'incontro con i giornalisti tenutosi sabato scorso in occasione della ricorrenza di San Francesco di Sales, patrono della categoria. "Una cosa è la condanna per quanto accaduto a Parigi, fatto grave e assolutamente ingiustificabile - ha sostenuto il presule - cosa ben diversa è condividere contenuti che risultino come un'offesa gratuita ai sentimenti e alla sensibilità delle persone". Il vescovo ha ricordato il principio secondo cui la vera libertà debba arrestarsi di fronte a quella degli altri ed essere esercitata nel più assoluto rispetto per le altrui opinioni, senza arrivare a ferire in alcun modo sentimenti e convinzioni. "Questa non è un'autocensura - ha concluso - ma una semplice regola dettata dalla necessità di rispettare il prossimo". Ha ricordato, Piemontese, l'importanza del ruolo che svolgono gli operatori della comunicazione e, ad una domanda specifica sulla suddivisione territoriale delle varie Diocesi umbre, ha citato l'invito "non un'imposizione" del Papa a ridurre il numero delle stesse. E. Pev.