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Terni, Ast in vendita. L'altolà di Salvini: "I tedeschi non pensino di fare cassa sulla pelle dei lavoratori"

L'Ast

Antonio Mosca
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Primi pretendenti per l'Ast dopo la decisione di Thyssenkrupp di cedere i gioielli di famiglia. Si parla del gruppo Arvedi che potrebbe dare vita a una cordata insieme a Marcegaglia, Arcelor Mittal e Cassa depositi e prestiti. "Acciaio Italia" sarebbe il nome della joint venture. Intanto il leader della Lega, Matteo Salvini, avverte: “L'Italia non può perdere un sito storico, fondamentale e strategico dell'acciaio come quello di Terni. Ci lavorano migliaia di persone e non voglio pensare che i tedeschi di Thyssenkrupp pensino di fare cassa sulla pelle dei lavoratori italiani”. Per il senatore di Italia viva, Leonardo Grimani, "il fatto che l'Ast possa uscire dal core business di Thyssenkrupp insieme a Terninox riporta la situazione dell'acciaieria ternana indietro nel tempo". Intanto il sindaco, Leonardo Latini, martedì 19 maggio, ha convocato i sindacati di categoria per fare il punto della situazione. C'è grande preoccupazione per le sorti del polo siderurgico di viale Brin.