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Ast, scoppia il problema dei troppi impiegati

Eleonora Sarri
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Proseguono le assemblee all'interno dei reparti di Ast e controllate, molto partecipate. Il problema che sta emergendo con forza in queste ore è quello della riorganizzazione interna dopo l'esodo di massa degli operai e dopo la scarsa uscita volontaria degli impiegati. Per tradurre: sono andati via più operai del previsto e molti meno impiegati delle previsioni. Anche le cifre oscillano. Alla firma dell'accordo le uscite volontarie dall'Ast erano 296, il giorno dopo 305, adesso c'è chi parla di 320 dipendenti che hanno firmato. La lista resta sempre aperta: fino al 31 dicembre 80mila euro lordi, un anno di mobilità per chi ha meno di trent'anni, due per chi ha più di quarant'anni e tre anni per gli ultracinquantenni. Gli impiegati in esubero nel piano Morselli erano 93, solo una ventina ad oggi sarebbero andati via. Restano una settantina di esuberi.  E' chiaro che di fronte all'ipotesi di demansionamento qualcuno, obtorto collo, potrebbe accettare gli 80mila euro lordi, i due o tre anni di mobilità e firmare le dimissioni. Problema inverso per gli operai. Se ne sono andati più delle previsioni, creando vuoti dappertutto e difficoltà nel creare le squadre.