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Ast, la partita si sposta in Germania: sindacati a Monaco

Eleonora Sarri
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Si saprà al ritorno dalla Germania se entro la settimana si firmerà l'accordo sul piano industriale dell'Ast. La trasferta di lunedì 17 novembre a Monaco non può certo considerarsi una gita di piacere. A presentarsi di fronte al board di ThyssenKrupp ci saranno i segretari provinciali dei metalmeccanici (Fiom, Fim, Uilm, Fismic e Ugl), i coordinatori delle Rsu e i segretari nazionali. “Ribadiremo - chiarisce il segretario della Fismic Gioacchino Olimpieri - le nostre posizioni per la salvaguardia del sito. Equilibrio tra le produzioni di caldo e di freddo. Un minimo di un milione di tonnellate l'anno di acciaio fuso e almeno 650mila tonnellate di laminati a freddo, quelli a più alto valore aggiunto, contro le 450mila di oggi. Chiederemo di mettere in campo strategie per risparmiare sul costo dell'energia e sull'approvvigionamento delle materie prime. Chiederemo diverse strategie commerciali”. Se le risposte del board saranno incoraggianti si potrebbe arrivare alla firma dell'accordo addirittura martedì, quando è previsto un nuovo incontro tra le parti al ministero dello Sviluppo economico. Forse un preaccordo, da sottoporre al giudizio delle assemblee già convocate per mercoledì, per poi arrivare all'accordo finale giovedì. Intanto lo sciopero e il blocco delle produzioni proseguono e vani sono stati gli appelli del presidente di Confindustria Stefano Neri prima e del vice presidente di Confartigianato Giampiero Servetti poi ad interrompere la lotta. Sull'accordo pesa la variabile Ilserv, se Ast e Ilserv non raggiungeranno l'accordo sulla prosecuzione di tutti gli appalti è sicura la richiesta di cassa integrazione per 200 lavoratori su 330.