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Terni: è morta Lidia Secci, mamma di Sergio ucciso nella strage della stazione di Bologna

Giorgio Palenga
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E' morta Lidia Secci, la mamma di Sergio, il ragazzo ternano che, a soli 24 anni, perse la vita nella strage alla stazione di Bologna, il 2 agosto 1980.  Insieme al marito Torquato, fondatore e per anni presidente dell'associazione dei familiari delle vittime di quella strage, scomparso nel 1996, Lidia Secci, morta a 96 anni, ha trascorso tutto il resto della sua vita a lottare per avere giustizia, per sapere una volta per tutte la verità su quella tragedia, sulla quale non è mai stata fatta definitiva chiarezza. (Guarda le immagini d'archivio dei vigili del fuoco della strage di Bologna) "Come sindaco mi associo al cordoglio per la scomparsa della signora Lidia Piccolini Secci, una donna determinata, gentile e con una grande carica di umanità, la cui storia personale si è legata a quella di Terni - ha scritto il primo cittadino di Terni, Leonardo Latini -. Di lei ricordiamo la forza con la quale, insieme al marito Torquato, si è battuta per cercare di comprendere e individuare la verità sulla strage di Bologna del 1980 nella quale perse la vita il figlio Sergio". "Intendiamo anche ricordarla - prosegue il sindaco - per le sue attività culturali, per aver condiviso e proseguito le passioni del marito per l'arte e per il nostro territorio, oltre che per le attività della Fondazione Secci, che continueranno e per le donazioni a favore della nostra biblioteca comunale". Per onorare la memoria di Lidia Secci interviene anche Pierpaolo Marconi, che ripropose l'intervista a lei realizzata su Teleterni nel suo libro "Venti anni di Televisione", pubblicato e presentato la scorsa estate. Marconi affida l'omaggio alle parole che a lei dedicò l'ex sindaco di Terni, Giacomo Porrazzini: "E' stata importante la testimonianza di questa cittadina, e sottolineo 'cittadina', perché non soltanto ha difeso un proprio figlio massacrato dalla follia omicida di quei terroristi, ma con il suo impegno per la ricerca della verità e giustizia si è fatta lei stessa 'Stato', nel momento in cui lo Stato mostrava tutti i suoi limiti, tutte le sue carenze". Anche il comitato provinciale di Terni dell'Anpi (Associazione nazionale partigiani d'Italia) ricorda Lidia Secci come "una donna dolce, mite e riservata, grata, perché pensava, quasi, di non aver fatto abbastanza per meritare quella tessera ad honorem, come antifascista, che ogni anno sentivamo il dovere di riservarle". "Eppure resta per noi e per tanti, un grande esempio di tenacia, di impegno civile e collettivo, finché la vita glielo ha permesso. Un riferimento importante che non dimenticheremo", conclude l'Anpi.