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Ast, incontro azienda-Rsu. In cantiere una nuova mobilitazione

Giuseppe Silvestri
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Giornata intensa e febbrile sul fronte della vertenza Ast. L'azienda ha convocato le Rsu per “comunicazioni”, proprio mentre era in corso la riunione straordinaria per decidere eventuali nuove mobilitazioni. Stando alle prime indiscrezioni che trapelano, ci sarebbe la volontà di procedere alla riduzione dei turni nei reparti dell'area a caldo, proprio il forno al centro delle polemiche per il piano industriale “lacrime e sangue”. Se è realmente questo il contenuto delle “comunicazioni” c'è da attendersi una dura e immediata risposta da parte dei lavoratori. Intanto sindacati si sono riuniti per esaminare le richieste dell'azienda e stilare controproposte. Mercoledì alle 10.30 nuovo incontro con l'azienda. LEGGI Terni si è fermata: la manifestazione del 17 ottobre Il ministro dello sviluppo economico, Federica Guidi, è tornato a parlare della vertenza Ast , sottolineando che l'esecutivo continua nella sua opera di “monitoraggio e sostegno”. La Guidi ha detto di aver “speso le notti sul piano dell'azionista” e che il governo ha ottenuto un cambio di rotta, ma il problema del costo del lavoro che la Tk vuole assolutamente ridurre drasticamente, resta. Il messaggio, che era già trapelato nella giornata di lunedì, è chiaro: la multinazionale non ha alcuna intenzione di tornare sui propri passi in relazione ai tagli di organico. Della vertenza ha parlato anche il sottosegretario al lavoro, Teresa Bellanova, al termine della seduta della commissione lavoro della Camera sottolineando che il governo è disponibile a convocare un nuovo incontro “anche domani mattina", a patto che “ci sia la disponibilità delle parti”. La Bellanova ha anche ricordato che avendo avviato la procedura di mobilità, l'azienda ha a disposizione un massimo di 75 giorni, “poi – come prevede la legge – segue la fase di gestione sindacale”. Anche lei ha comunque ribadito la disponibilità del governo a riprendere immediatamente la trattativa. GUARDA IL VIDEO: Ast, Laura Boldrini incontra delegazione di lavoratori Nel frattempo Chiara Romanazzi, responsabile dell'ufficio internazionale della Uilm, rende noto che il suo sindacato ha chiesto un incontro alla direzione aziendale di ThyssenKrupp da tenersi a Francoforte entro la metà del prossimo mese e che la multinazionale ha subito accolto l'istanza. Il caso Ast causa fibrillazioni interne anche al Partito democratico. Se infatti proprio lunedì il premier Renzi aveva sottolineato che il governo svolge un ruolo di mediazione, martedì è il senatore ternano Gianluca Rossi, capogruppo in commissione finanze, a ricordare che “la vicenda non è circoscrivibile all'interno del perimetro delle crisi aziendali, per questa ragione il governo non può ritagliarsi il ruolo terzo o tecnico di mero arbitraggio tra sindacati e azienda”. GUARDA Terni in piazza, il video più visto Rossi puntualizza che “la partita che si gioca su Ast richiede che le forze in campo siano subordinate a quello che è l'interesse primario di un Paese, ossia un'asse portante del pil nazionale, dell'occupazione umbra e non solo, della qualità del nostro export nel mondo, di un ingranaggio fondamentale del sistema industriale europeo; tutti elementi che non possono essere oggetto di negoziazione. Per queste ragioni il posto che compete al Pd e al Governo è quello di stare dalla parte dei lavoratori e di chi li rappresenta”. Il senatore chiede che “si dia seguito alle parole scritte nella nota di Palazzo Chigi di giovedì scorso, richiamando l'azienda ad abbandonare posizioni che talvolta appaiono volte ad innescare tensioni anziché risolverle e riprendendo un'iniziativa tesa a riattivare il confronto con l'obiettivo di raggiungere un punto più avanzato dell'accordo proposto l'8 ottobre scorso". GUARDA le foto dello sciopero del 17 ottobre Il consigliere regionale di Fratelli d'Italia Alfredo De Sio non esita ad attaccare duramente proprio il premier Renzi: “Se qualcuno avesse avuto dubbi sul ruolo tenuto dal Governo nelle vicende Ast e su quale sia il pensiero profondo del Premier sul futuro delle acciaierie di Terni, le parole pronunciate lunedì tolgono ogni dubbio in merito”. “Un Renzi infastidito ha detto che quello di Terni non è un derby Italia-Germania, tentando di mistificare le contestazioni di una piazza preoccupata e arrabbiata come elemento di censura verso sindacati troppo rigidi. Dichiarazioni irresponsabili e pilatesche che hanno avuto come immediato effetto l'accelerazione dell'attuazione del Piano Morselli. Renzi dimostra di essere una persona che oltre a non recitare il ruolo di difensore degli interessi nazionali butta pericolosamente benzina sul fuoco di una situazione già esplosiva”.