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Cinquecento persone in piazza contro gli inceneritori

Roberto Minelli
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Almeno cinquecento, colorati, rumorosi e determinati: il corteo organizzato dal comitato No Inceneritori a Terni per riportare l'attenzione sui problemi ambientali della Conca è partito da piazzale della Rivoluzione Francese fino a raggiungere palazzo Spada e la prefettura. Parola d'ordine: "Terni non vuole l'inceneritore". La manifestazione si è svolta pacificamente e, oltre al comitato che si batte contro l'inquinamento e l'incenerimento dei rifiuti, ha visto la presenza del comitato ambientalista di Stroncone che si oppone alle centrali a biomasse, dei rappresentanti di Italia Nostra e Wwf - in prima linea sui temi dell'ambiente - del comitato per l'acqua pubblica e di rappresentanti degli studenti ternani. Tre i temi principali della protesta, a partire dall'atteggiamento del governo-Renzi che con l'articolo 35 del decreto 'sblocca Italia' ha "tolto ai territori la possibilità di decidere sul proprio destino in fatto di incenerimento dei rifiuti, facendo un regalo multimilionario alle grandi imprese del settore". Ma le questioni sono anche quelle locali, con le istituzioni attaccate "per aver nascosto troppo a lungo la realtà di una città avvelenata da inceneritori, discariche e aziende senza scrupoli, come dimostra la vicenda delle uova alla diossina" e per "non voler investire sulla raccolta differenziata, nonostante rappresenti un'opportunità decisiva per una città distrutta da crisi e inquinamento". Raggiunta la prefettura, il corteo - composto da persone di tutte le età e tante famiglie - si è diretto verso l'acciaieria per portare la propria solidarietà ai lavoratori dell'Ast: "Il nostro comitato - ha detto Fabio Neri di No Inceneritori- non è contro l'acciaieria. Crediamo però che questo territorio, anziché essere depredato da multinazionali che lasciano sul campo solo macerie, debba avere un futuro sostenibile e di sviluppo. A patto che il governo e le istituzioni smettano di essere miopi. Troppe aziende sono venute qui solo a sfruttare il lavoro e la città. Altre vogliono fare lo stesso continuando a bruciare i rifiuti. Questa città e la sua gente ha dato già troppo e solo a vantaggio del profitto di pochi".