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Veglia per l'Ast, Piemontese: "L'economia ha regole che danno precarietà"

La chiesa di Sant'Antonio gremita per la veglia di preghiera

Roberto Minelli
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Chiesa gremita per la Veglia di preghiera per il lavoro nel santuario di Sant'Antonio di Padova a Terni presieduta dal vescovo Giuseppe Piemontese (GUARDA LE FOTO), alla vigilia di un appuntamento fondamentale per le sorti dell'acciaieria di Terni. Giovedì infatti è in programma il summit tra il Governo e la dirigenza della ThyssenKrupp. Da qui l'iniziativa di Piemontese, per invocare "l'aiuto di Dio per i lavoratori che rischiano il posto, perché la città possa rinascere nell'amore, nella solidarietà e nella giustizia". LEGGI L'OMELIA DEL VESCOVO PIEMONTESE Nel corso dell'omelia Piemontese dopo aver ringraziato i presenti, ha evidenziato che "nei momenti difficili la comunità civile si raduna per approfondire le ragioni del pericolo e individuare vie d'uscita. I cristiani, oltre alla solidarietà e alla compagnia con la società civile, si ritrovano nella comunità ecclesiale per pregare, rinnovare nella fede la certezza che Dio non abbandona il suo popolo, invocare lo Spirito Santo perché illumini le menti e i cuori dei governanti, dei responsabili del bene comune e di coloro che hanno il potere di prendere decisioni anche per gli altri, perché si intraprendano vie di giustizia, di equità e di benessere generale". Quindi il vescovo ha affrontato la questione Ast: "La situazione delle acciaierie e delle altre industrie del territorio, oltre che di strategie industriali o economiche, sono figlie di una visione che propriamente non coniuga benessere personale, comunitario e familiare, lealtà personale e aziendale, generosità e responsabilità. So che l'economia ha altre regole, ma sono regole che premiano apparentemente e per breve tempo solo alcuni e che si ritorceranno sugli stessi, che consapevolmente o inconsapevolmente le applicano e sui loro figli. Mentre la gente comune sarà sballottata nella precarietà e nell'incertezza del presente e futura.  O si globalizza la giustizia e la solidarietà o le storiche “lotte di occupazione” del passato remoto e recente si rinnoveranno ed estenderanno sempre più con metodi e mezzi cruenti e sofisticati".