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Terni, omicidio di Sandro Bellini, parla la sorella Claudia: "Quella sentenza un colpo al cuore"

Giorgio Palenga
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“Sono amareggiata: sapevamo della decisione della Cassazione, ma leggere le motivazioni mi ha fatto male di nuovo”. Così Claudia Bellini, sorella di Sandro, l'operaio di 53 anni ucciso nel maggio del 2016 per motivi di gelosia, commenta le motivazioni dei giudici delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione in merito alle sentenze di primo e secondo grado emesse a carico di Andriy Halan. (LEGGI) Si tratta del 47enne ucraino condannato a 30 anni e in carcere per omicidio volontario. La sorella della vittima si è costituita parte civile nel processo con il rito abbreviato tramite l'avvocato Renato Chiaranti e ha sempre seguito la vicenda in prima persona. Oggi, dopo la decisione dei giudici della Suprema Corte si dice addolorata. “Ho provato molta amarezza - spiega Claudia - anche se eravamo a conoscenza del fatto che i giudici di terzo grado avevano intrapreso quella strada. Ma ogni volta che leggo qualche notizia su mio fratello per me è un colpo al cuore. E si riapre una ferita mai rimarginata. Oggi ancora di più”. I giudici hanno stabilito che la sentenza è in parte da riscrivere, in particolare per quello che riguarda il computo della pena che senza le aggravanti potrebbe essere rivista al ribasso. “Tra sconti e attenuanti - continua Claudia Bellini - la pena di chi è stato condannato potrebbe scendere di molti anni rispetto alle sentenze di primo e secondo grado. E questo mi fa arrabbiare ancora di più. Per quanto riguarda la nostra famiglia, abbiamo percorso tutte le strade che potevamo per sostenere il ricordo di mio fratello. Ma ora non possiamo fare più niente. Gli anni passano ed è sempre più difficile andare avanti. Sia per me - afferma - ma anche per tutti i familiari delle vittime di queste violenze che si ritrovano nelle mie stesse condizioni: il mio pensiero in questo momento va anche a loro”. Spetterà alla Corte di Assise di Appello di Firenze ricalcolare la pena mentre il tribunale di Terni dovrà avviare un nuovo processo per il reato di occultamento di cadavere.