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Operazione antiriciclaggio da 10 milioni, nei guai un commercialista

Eleonora Sarri
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Controlli antiriciclaggio nel Ternano: la finanza contesta operazioni sospetta per 10 milioni di euro. Utilizzo di denaro contante e operazioni frazionate per un importo complessivo superiore ai 10 milioni di euro: protagonista un professionista ternano il quale, in barba alla normativa antiriciclaggio, non ha osservato i più elementari obblighi imposti dalla legge quali quelli della registrazione e della adeguata verifica della clientela nonché l'invio della segnalazione di operazioni sospette all'Unità di informazione finanziaria (Uif) della Banca d'Italia. Ad accertarlo i finanzieri del nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza i quali, nel corso di una verifica fiscale condotta nei confronti di una società ternana operante nel settore dei trasporti, hanno contestato al fianco di rilevanti violazioni fiscali anche una celata e anomala operatività, connessa a un utilizzo per così dire disinvolto di denaro contante ovvero al frazionamento di operazioni commerciali di rilevanti importi, in buona parte riconducibili a un vorticoso giro di false fatturazioni. Scattava così il controllo antiriciclaggio nei confronti del commercialista ternano, nel corso del quale emergevano tutta una serie di operazioni economico-commerciali sospette riconducibili non solo alla società verificata, ma anche ad altre attività, per una cifra totale di oltre 10.000.000 di euro.  A rivolgersi a lui, infatti, anche tre società cooperative con sede a Roma e Milano e due ditte individuali con sede a Pavia tutte operanti nel settore dei trasporti. Grazie alla sua “consulenza” passavano per buone operazioni che prevedevano un consistente e disinvolto utilizzo di denaro contante, operazioni vietate, frazionate e comunque sproporzionate rispetto al profilo economico delle società coinvolte in palese contrasto sia con le norme previste dalla vigente legislazione antiriciclaggio. Il commercialista ternano, segnalato all'autorità giudiziaria per aver violato gli obblighi di registrazione sul prescritto registro antiriciclaggio, dovrà attendere dal ministero dell'Economia l'irrogazione delle relative sanzioni amministrative con importi che potranno raggiungere il 40% dell'importo totale delle operazioni non segnalate.