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Acque minerali Sangemini, sindacati in allarme per i posti di lavoro. Confronto con l'ad Pessina e la Regione

Una manifestazione dei lavoratori Sangemini

Antonio Mosca
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 “Gli stabilimenti di San Gemini e Acquasparta, come quelli dell'intero gruppo Acque Minerali d'Italia (Ami), nato nel 2018, vivono una situazione delicata. Ad oggi sono aperte delle trattative che tutti auspichiamo possano concludersi nel più breve tempo possibile e in maniera positiva per la totalità dei lavoratori del gruppo”. Così i sindacati umbri di Fai-Cisl, Flai-Cgil, Uila-Uil e delle Rappresentanze sindacali unitarie (Rsu) dei lavoratori, in seguito all'incontro tra il coordinamento dei delegati degli stabilimenti di Sangemini e Amerino e i segretari generali Dario Bruschi (Fai-Cisl), Michele Greco (Flai-Cgil) e Daniele Marcaccioli (Uila-Uil). Il coordinamento ha fatto una valutazione sull'andamento dei siti produttivi umbri, analizzando la situazione in cui sono chiamati a lavorare ogni giorno i lavoratori. I lavoratori dello stabilimento, così come tutta la delegazione sindacale, auspicano che dall'incontro del 6 febbraio prossimo, alla presenza dell'ad Massimo Pessina, e dell'11 febbraio, in cui è previsto un tavolo di confronto in Regione con gli assessori Morroni e Fioroni, "possano arrivare notizie concrete e confortanti per lo sviluppo degli stabilimenti e per la salvaguardia occupazionale". Al momento sono 90 i lavoratori interessati dalla vertenza.