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Cinque fasce ed esenzioniper il pagamento della Tasi,la nuova tassa sui servizi

Salvaguadati le prime case e in modo particolare le basse rendite catastali e i bassi redditi

Claudio Bianconi
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Si è svolto tra le associazioni di tutela dei consumatori, degli inquilini, dei proprietari e dei costruttori un incontro con il vicesindaco del Comune di Terni in cui è stata presentata la proposta del Comune sulla Tasi, la nuova tassa per i servizi indivisibili, che dovrà essere portata in consiglio comunale nel mese di aprile/maggio 2014. Tale tassa, secondo la legge, dovrebbe far recuperare ai comuni le mancate entrate per la cancellazione dell'Imu,sancita nel 2013 dal Parlamento Italiano. Sostanzialmente tale Tasi è una Imu mascherata da tassa locale: infatti rientra dalla finestra una gabella sul patrimonio immobiliare dei cittadini, uscita con l'annullamento dell'Imu. I margini consentiti dalla legge nazionale sono molto alti: per la prima casa è possibile arrivare ad un'applicazione del 3,3 per mille sulle rendite catastali ed un 11,4 per mille per le seconde case. Il comune di Terni ha fatto, invece, una scelta che Federconsumatori e il Sunia condividono: è stata fatta la scelta di non gravare eccessivamente sulle prime case ed in modo particolare sulle basse rendite catastali e bassi redditi. La tassa è stata suddivisa per cinque fasce: 1) Rendite catastali fino a 216 euro: esenzione totale 2) Rendite catastali tra  216 e 400 euro: applicazione dell'1,3 per mille 3) Rendite catastali tra 400 e 700 euro: applicazione dell' 1,8 per mille 4) Rendite catastali tra 700 e 1000 euro: applicazione del 2,3 per mille 5) Rendite oltre 1000 euro: applicazione del 2,5 per mille   Nella 2^ e 3^ fascia è prevista un'ulteriore esenzione legata al reddito familiare:sono esentati dal pagamento della Tasi anche i nuclei familiari il cui reddito è inferiore a 14 mila euro l'anno. Tale tetto sale a 18 mila euro nel caso in cui in famiglia ci sia un disabile. Per altri immobili ad uso abitativo (seconde case) l'aliquota applicata sarè 0,6 per mille per tutti. Altri dati sono stati comunicati quali le percentuali spettanti agli inquilini e proprietari,le quote per le piccole attività,l'esenzione per le aree fabbricabili. Nel complesso Federconsumatori e Sunia ritengono che l'obiettivo di non scaricare sulle fasce deboli questo nuovo carico fiscale imposto da una legge che sostanzialmente sostituisce l'Imu, con cui recupera parzialmente i trasferimenti dallo Stato. Ritengono inoltre che le risorse derivanti da questa tassa siano destinate al miglioramente dei cosidetti servizi indivisibili quali l'illuminazione pubblica, la manutenzione delle strade che hanno davvero bisogno di una buona manutenzione...