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Terni, rifiuti da bruciare, no al progetto Acea

Giorgio Palenga
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“Il sì della Regione Umbria produrrebbe due effetti: nuove emissioni nella conca ternana, già gravata dall'inquinamento, e un nuovo scenario che si aprirebbe in vista del nuovo piano dei rifiuti, con Terni che a quel punto diventerebbe polo regionale per bruciare rifiuti urbani”. Cittadini, politici, attivisti e anche ragazzi al presidio organizzato ieri pomeriggio dal comitato No Inceneritori in centro sotto la sede di Terni di Acea. Un presidio organizzato per “dire no a qualsiasi forma di incenerimento” e incentrato in particolare sull'ultima richiesta della multiutility romana di poter bruciare non solo pulper di cartiera ma anche rifiuti urbani nell'impianto di Maratta. “Se passa il sì – ha spiegato Fabio Neri, leader del comitato No Inc – la Regione produrrebbe due risultati gravissimi: da un lato darebbe l'ok all'ennesimo trattamento di rifiuti ad un impianto che già opera nella conca ternana, con tutte le conseguenze del caso; dall'altro, se Terni bruciasse anche i rifiuti urbani come vuole Acea, ecco che si creerebbe uno scenario nuovo anche in vista del nuovo piano dei rifiuti regionale, che deve essere aggiornato. Terni a quel punto potrebbe diventare il centro regionale per bruciare rifiuti urbani da tutta la Regione”. Uno scenario che i No Inc condannano.