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Cani portati in GermaniaIl Comune vinceil primo round al Tar

L'associazione onlus Grandi Amici aveva fatto ricorso per poter visionare gli atti relativi alle adozioni

Andrea Niccolini
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Il comune di Stroncone, contrapposto agli animalisti nella querelle scoppiata dopo il trasferimento di alcuni cani in Germania, ha vinto il primo round davanti al Tar. Lo scorso dicembre le bestiole erano partite dal canile comunale, dirette oltralpe. “Sono stati trasferiti senza alcuna garanzia sulla destinazione finale, probabilmente in alcuni laboratori di vivisezione”, avevano attaccato gli animalisti. Per il Comune, invece, tutto si era svolto regolarmente: “I cani sono stati adottati da alcune famiglie e controlleremo direttamente le loro condizioni”, era stata la replica. A marzo l'associazione onlus Grandi Amici aveva chiesto di visionare gli atti relativi alle adozioni, inclusi nomi e indirizzi delle famiglie adottanti. Sei giorni dopo il comune aveva risposto che l'accesso ai dati poteva sì avvenire, ma ‘con la schermatura dei dati personali'. Una limitazione a cui l'associazione aveva replicato con un ricorso, respinto dal Tar nei giorni scorsi. “La conoscenza dei nominativi degli adottanti - si legge nella sentenza - è funzionale alla conoscenza dello stato di salute degli animali. A tale proposito - chiarisce il Tar - il Comune ha fornito copiosa documentazione circa la condizione dei cani dati in adozione, parte della quale è tratta dalle testimonianze di suoi rappresentanti che hanno verificato personalmente le condizioni di vita degli animali. Analoga situazione sarebbe emersa da controlli effettuati dal Wwf”. Ora si attende l'esito del secondo ricorso, relativo alle modalità di adozione.