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Tentano di violentare badante: condannati

Giorgio Palenga
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L'avevano costretta con la forza a raggiungerli nella stanza per poi denudarla, irriderla, filmarla anche con uno telefono cellulare e infine tentato anche di violentarla con un cetriolo. Lei, una badante di nazionalità ucraina, era riuscita a fuggire in lacrime, denunciando poi tutto ai carabinieri del comando stazione di Terni. Per questi motivi due cittadini albanesi - un 32enne e una 26enne - sono stati condannati martedì 12 novembre 2019 dal tribunale di Terni in composizione collegiale, presieduto da Rosanna Ianniello, a tre anni e quattro mesi di reclusione ciascuno per tentata violenza sessuale. La vittima, che come detto è una ucraina, che oggi ha 53 anni, all'epoca dei fatti - era il 2013 - lavorava in Italia come badante e abitava nella zona di Sant'Agnese. Per la poveretta l'inferno era iniziato qualche settimana prima, quando aveva accettato di ospitare in casa, dividendo le spese, un altro uomo di nazionalità albanese, oggi 33enne. Quest'ultimo, con il passare del tempo, da quanto emerso durante le indagini che hanno portato al processo, aveva preso il controllo sull'abitazione e sulla donna, maltrattandola, sottraendole soldi, mangiando costantemente a sbafo, umiliandola e - infine - consentendo ai due amici, il giovane e la ragazza, di stabilirsi di fatto nell'appartamento a proprio piacimento. Uno stato di prostrazione per la badante, culminato nella pesante serata del marzo 2013 in cui, insieme agli altri due, aveva oltrepassato altri limiti, ancora più gravi e pesanti dei precedenti. Per questi fatti il 33enne era stato giudicato nel maggio del 2016 con una condanna a quattro anni e due mesi di carcere oltre 5 mila euro di risarcimento, a titolo provvisionale, nei confronti della 53enne ucraina. (Servizio completo sul Corriere dell'Umbria del 13 novembre 2019 – COMPRA L'EDIZIONE DIGITALE)