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La Soprintendenza boccia la copertura dell'anfiteatro

L'anfiteatro romano

Giuseppe Magroni
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Bocciato dalla Soprintendenza dell'Umbria il progetto di copertura dell'anfiteatro romano presentato nel 2015 dallo studio di architettura Luciano Marchetti e che aveva avuto l'avallo della Fondazione Carit disponibile a finanziare i lavori nel caso il progetto fosse stato autorizzato dalla stessa Soprintendenza. Il progetto era avveniristico: copertura mobile in materiali leggeri e non impattanti, con strutture laterali biocompatibili non più alte degli archi dell'antica vestigia e, dunque, non visibili dall'esterno, ma solo dall'alto. Era prevista la realizzazione di circa 850 posti climatizzati coperti che sarebbero arrivati a 1.200 con l'apertura delle paratie laterali. “E' realizzabile in sei, massimo sette mesi, e renderebbe reale uno spazio multifunzionale per la città fornito di parcheggi e all'interno di un parco importante com'è quello della Passeggiata” disse un anno fa il presidente della Fondazione Carit Luigi Carlini presentando il progetto. Costo stimato, tutto a carico della Fondazione, circa 2 milioni di euro, compresi alcuni lavori di riqualificazione dell'anfiteatro. Ma tutto questo resterà sulla carta dato che la Soprintendenza ha detto no. La Soprintendenza, si legge nella nota ufficiale a firma della dirigente apicale Marica Mercalli ha “espresso parere negativo sulla proposta di una copertura dell'anfiteatro in quanto la stessa sarebbe invasiva della compagine archeologica e snaturante della corretta percezione di questa”. E ancora, l'anfiteatro “non risulta compatibile con la realizzazione di una copertura permanente, per quanto amovibile, e con l'ordinario utilizzo dell'edificio come sede di spettacoli per cospicui numeri di utenti lungo l'intero arco dell'anno, a prescindere dalle caratteristiche architettoniche e strutturali della copertura progettata”. Il presidente della Fondazione Carit Luigi Carlini precisa anzitutto “che noi non abbiamo speso nulla per il progetto. E' stato realizzato gratuitamente dallo studio Marchetti; noi eventualmente l'avremmo finanziato”. Carlini difende il progetto di copertura dell'anfiteatro: “Sarebbe stata una bella cosa. Insieme alla copertura si sarebbe potuto riqualificare l'anfiteatro”. Il presidente della fondazione rivela che all'inizio la Soprintendenza era possibilista sul progetto: “Il funzionario incaricato aveva dato alcune prescrizioni tecniche che lo studio di progettazione si era impegnato ad effettuare. Questo lasciava prevedere un via libera. Poi a inizio anno è arrivata la bocciatura del progetto di chiusura dell'arena di Verona e a questo punto abbiamo capito che anche il nostro progetto di copertura dell'anfiteatro sarebbe stato bocciato. Peccato, perché sarebbe stato bello”.