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Un anno fa il ritrovamento del neonato morto

Giorgio Palenga
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Terni non dimentica. Sono trascorsi esattamente 365 giorni da quel drammatico 2 agosto 2018, quando tutta la città - ma diremmo tutta l'Italia - venne sconvolta dalla notizia del ritrovamento del corpicino di un neonato ormai privo di vita chiuso dentro una busta di plastica gettata nel parcheggio dell'Eurospin di Borgo Rivo. In quel luogo ancora oggi ci sono peluche e fiori portati in memoria del piccolo Giuseppe. Accusata di omicidio volontario aggravato per l'abbandono e la conseguente morte del bimbo è la madre, la 28enne ternana Giorgia Guglielmi, rea confessa. Da un anno è rinchiusa nel carcere di Capanne, a Perugia, mentre l'ex compagno, un muratore albanese di 29 anni dal quale ha anche avuto un'altra figlia oggi di tre anni, è formalmente indagato. Giorgia, difesa dagli avvocati Alessio Pressi e Attilio Biancifiori, si è discolpata dicendo che non era sua intenzione uccidere il bambino, ma di farlo trovare a qualcuno in grado di crescerlo perché, data la situazione economica, non poteva permettersi un secondo figlio. Al vaglio degli inquirenti anche la posizione del compagno, prima discolpato da Giorgia (“Non sapeva niente della mia gravidanza”) per poi cambiare versione (“Avevo le doglie ma è uscito lo stesso per fare dei lavori, ho partorito e quando è tornato siamo andati all'Eurospin). Le indagini a carico dell'uomo vanno avanti con le ipotesi di reato di omissione di soccorso e maltrattamenti. Accuse, che se provate, potrebbero cambiare anche il destino processuale di Giorgia, modificando il capo d'imputazione a infanticidio. La sentenza, con molta probabilità, alla prossima udienza, fissata per il 9 ottobre 2019.