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Aggressore incastrato da alcune foto

Il parcheggio del  Chico Mendes

Giuseppe Magroni
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Ragazza di nazionalità italiana violentata a 19 anni nella notte tra sabato e domenica all'interno del parcheggio del parco "Chico Mendes", il cosiddetto "mare di Terni". Epilogo drammatico di una delle feste d'inizio estate a cui avevano partecipato migliaia di ragazzi. La famiglia della ragazza ha presentato denuncia ai carabinieri, che stanno indagando e che sono già sulle tracce dell'aggressore. I riscontri dei sanitari dell'azienda ospedaliera Santa Maria confermano l'atto sessuale, presenza di liquidi biologici, ma sul corpo della ragazza non sarebbero stati rinvenuti segni di violenza. I carabinieri starebbero procedendo a tappe veloci: prima hanno ascoltato la ragazza presunta vittima della violenza poi le sue amiche, poi altri ragazzi presenti alla festa sabato notte. Domenica e lunedì sono sfilati nella caserma di via Radice decine di testimoni. Il presunto aggressore potrebbe avere le ore contate. Ancora non ha un nome, non è stato identificato, ma in mano agli inquirenti ci sono alcune foto che lo ritraggono, scattate dalle amiche della ragazza e da altri giovani presenti alla festa. La presunta vittima lo avrebbe riconosciuto e indicato come l'aggressore ai carabinieri. Da quello che trapela sarebbe un coetaneo o quasi della vittima. Probabilmente un italiano o comunque un giovane che la lingua nazionale la padroneggiava. Forse un ternano o residente nel circondario o forse arrivato dalle province limitrofe. Le feste estive al Chico Mendes richiamano anche moltissimi ragazzi da fuori città. Secondo la ricostruzione, l'autore sarebbe un ragazzo che avrebbe abbordato la diciannovenne con modi gentili. Il ragazzo avrebbe convinto la giovane a seguirlo all'esterno del parco dove si svolgeva la festa poi, evidentemente di fronte a un rifiuto di lei, l'avrebbe violentata. Almeno questa è la versione della ragazza che nega che il rapporto sia stato consenziente. Ma questo spetterà alle indagini dimostrarlo. Al vaglio degli inquirenti, il magistrato che coordina le indagini è il sostituto procuratore Barbara Mazzullo, ci sono dunque testimonianze, alcune immagini del presunto aggressore e il referto dei sanitari del Santa Maria. Il violentatore parlava bene l'italiano ma potrebbe avere anche origini straniere. Potrebbe essere acciuffato in poche ore. La prova del dna estratto dai campioni biologici non lascerebbe poi spazio ad errori.