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Tutto sul Giro d'Italia 2019: le altimetrie delle tappe

Nicola Uras
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Quello del 2019 sarà uno dei Giri più duri degli ultimi anni con oltre 46.500 metri di dislivello complessivo e tre cronometro tutte da decifrare. Un percorso che sarà tecnicamente molto impegnativo e pieno di insidie sin dalle prime tappe. Un Giro aperto a tante soluzioni e quindi a tanti campioni con diverse caratteristiche. La lista partenti è di primissimo livello:  Tom Dumoulin (Team Sunweb) e Miguel Angel Lopez (Astana), entrambi sul podio dietro a Froome nel 2018, Vincenzo Nibali (Bahrain-Merida), Primoz Roglic (Jumbo-Visma), Simon Yates (Mitchelton-Scott) e Mikel Landa (Movistar) mentre hanno dovuto rinunciare, per guai fisici, Egan Bernal (Team Sky) e Alejandro Valverde (Movistar). Di seguito tutte le altimetrie delle tappe del Giro d'Italia 2019. Prima tappa La prima tappa chiama immediatamente alla scoperta i big che vogliono vincere questo Giro. La cronometro d'apertura ha negli ultimi due chilometri (in totale sono 8,2) la parte decisiva: si tratta della celebre salita del San Luca che ogni anno decide il Giro dell'Emilia. Saranno subito scintille. Seconda tappa La seconda tappa lascia l'Emilia per andare in Toscana, tanti sali e scendi e lo spauracchio San Baronto per i velocisti che potrebbero perdere l'occasione a favore di qualche passista veloce.  Terza tappa Tappa interamente in Toscana con l'arrivo ad Orbetello, in Maremma, che chiama il primo volatone di gruppo. Quarta tappa Si lascia la Toscana per entrate nel Lazio con una delle frazioni più lunghe (228 chilometri). Si preannuncia grande spettacolo nel finale: l'arrivo è a Frascati e gli ultimi quattro chilometri hanno una media del 5% con picchi anche del 9%. Per gli uomini da classiche ma i big deve stare con gli occhi aperti: perfetto per Valverde. Quinta tappa Tappa tutta laziale di appena 140 chilometri. La Rocca di Papa può essere buon trampolino per la fuga di giornata ma poi per le squadre dei velocisti c'è tutto il tempo di ricucire e preparare lo sprint. Sesta tappa La sede di tappa più a sud di questa edizione propone un finale ondulato che chiama gli uomini da classiche: finale complicato, serve saper guidare la bici. Settima tappa In Abruzzo si corre sulle strade che hanno conosciuto il terremoto. La tappa è di quelle esigenti e i big saranno in prima linea: l'ultimo chilometro va dal 7% all'11%, non si può bluffare a L'Aquila. Ottava tappa E' la tappa più lunga del Giro con i suoi 235 chilometri. Prima parte pianeggiante poi sali e scendi con diversi muri e una parte finale con discesa tecnica. La tappa si presta a un'interpretazione coraggiosa. Per fugaioli, difficilmente le squadre dei velocisti potranno tenere chiusa la corsa Nona tappa Domenica cruciale per il Giro edizione 102: la cronometro è di quasi 35 chilometri con la parte finale di circa 12 in salita (media del 6.5%). Perfetta per Dumoulin. Decima tappa Da Ravenna a Modena in piena pianura padana. Il giorno dopo il riposo è tutto per i velocisti, tanti drittoni, ultima curva prima dell'arrivo a -2.200. Undicesima tappa Novi Ligure chiama il bis dei velocisti, ultima curva a -3.000 chilometri. Dodicesima tappa Ecco il primo gpm di prima categoria del Giro 2019. Il Montoso è una salita inedita di 8.9 km al 9.4% (con oltre 6 km sopra il 10% e punte massime del 14%). Dalla vetta a Pinerolo ci sono trentadue chilometri quasi equamente divisi tra discesa e pianura. Ultimi chilometri velenosi: ai 2.500m dall'arrivo si svolta a sinistra (curva stretta a chiudere) e si sale per via Principi d'Acaja (450 m al 14% con punte del 20%, su pavé e carreggiata stretta). Segue una discesa ripida e molto impegnativa fino all'abitato di Pinerolo. Ultimi 1500 m piatti con alcune curve e un breve tratto in lastricato.  Tredicesima tappa Primo tappone di montagna e arrivo in salita sopra i 2000 metri. La tappa si snoda interamente in provincia di Torino. in successione Colle del Lys (lunghi tratti tra il 9 e il 10%), Pian del Lupo (altra salita inedita con pendenze per lunghi tratti in doppia cifra). Al termine della discesa su Pont Canavese inizia la salita finale che tra falsopiano e salita vera e propria misura oltre 44 km. Dopo Noasca la salita vera con le pendenze maggiori. Giunti nell'abitato di Ceresole la strada spiana accanto al lago artificiale per riprendere a salire per gli ultimi 10 km. Sarà battaglia tra i big. Quattordicesima tappa Tappone alpino corto e molto intenso, forse il più affascinante dal punto di vista paesaggistico. Su 131 km di tappa solo 14 km (attorno Aosta) sono pianeggianti, il resto è o in salita o in discesa. Si scala il gpm di Verrayes, in seguito si attraversa Aosta e quindi si scalano in sequenza Verrogne (15 km salita e 15 km discesa), appena dopo la salita di Combes fino al bivio per Arvier (Truc d'Arbe), poi si sale a Morgex per strade a mezza costa e panoramiche per scalare il Colle San Carlo la cui picchiata porta a La Thuile e Pré-Saint-Didier dove attraverso la strada vecchia si arriva a Courmayeur. Quindicesima tappa Tappa da classica monumento sulle strade del Giro di Lombardia. Una tappa che, posizionata a chiudere una settimana durissima, può fare malissimo. Negli ultimi sessanta chilometri ci sono Ghisallo, Sormano, Civiglio e San Fermo. Arrivo a Como dopo 237 chilometri per una tappa che chiama un fondista come Nibali. Sedicesima tappa Secondo tappone alpino che presenta 226 km e oltre 5000 m di dislivello. Si parte in salita da Lovere a Rovetta e quindi si scalano i Passi della Presolana e della Croce di Salven. Quest'ultima immette in Val Camonica che viene risalita fino a Edolo dove la corsa svolta verso il Tonale e passa sul traguardo di Ponte di Legno una prima volta. Si scala quindi il Passo Gavia (2618m – Cima Coppi) dal versante classico per picchiare su Bormio e, percorsa la prima parte della Valtellina fino a Mazzo, scalare il Passo del Mortirolo dal versante classico con pendenze fino al 18%. Dopo la discesa su Monno la corsa deve risalire gli ultimi 15 km con pendenze medie blande (3-4%) fino all'arrivo. Dopo il giorno di riposo farà sfracelli e qualcuno perderà il Giro. Diciassettesima tappa Altra tappa esigente con il passo della Mendola a inizio frazione. Finale in salita molto impegnativo dai 5.5 km fino all'ultimo km con 4.5 km all'8.5% medio. Particolarissimo l'arrivo perché si entra nello stadio del biathlon tra strappi, tunnel e discese. Diciottesima tappa Tappa per far tirare il fiato ai big che si staranno giocando la maglia rosa. Fugone se non ci saranno squadra capaci a tenere la corsa chiusa per gli eventuali velocisti superstiti. Diciannovesima tappa Arrivo in salita a San Martino di Castrozza, la pendenza è sempre costante attorno al 5% con brevissimi tratti attorno al 10% attorno a metà salita.  Ventesima tappa Ultima occasione per gli scalatori per mettere l'impronta sul Giro e scavare quanto più divario possibile dai cronoman. Il tappone dolomitico propone 5 salite lunghe concatenate da brevi tratti più o meno pianeggianti. Partenza da Feltre e breve tratto di avvicinamento alle montagne che cominciano a Arsiè con la salita di Cima Campo di 18 km che con la sua discesa porta a Castel Tesino e Scurelle. Da quest'ultima inizia la salita al Passo Manghen che tra falsopiano iniziale e salita vera e propria conta 24 km e quasi 2000 m di dislivello. La picchiata seguente porta a Molina di Fiemme e quindi attraverso Cavalese, Tesero e Predazzo al Passo Rolle. Si tratta della salita meno dura lunga comunque oltre 20 km che precede l'ascesa finale di Croce d'Aune-Monte Avena. L'ultimo tratto, composto da una concatenazione di due salite successive è lungo quasi 20 km. Per prima la salita del Croce d'Aune che negli ultimi 6 presenta quasi costantemente pendenze sopra il 10% con tratti fino al 16%. Dopo il Croce d'Aune breve discesa e ultimi 7 km ancora in netta salita. Ventiduesima tappa Il gran finale stavolta non è una passerella ma una cronometro probabilmente decisiva. Si corre sul circuito delle Torricelle (ospitò i Mondiali). Prima parte con vialoni rettilinei e molto larghi. Poi 4.5 km di salita al 5% con alcuni “scalini” e con carreggiata più stretta della prima parte. Quindi gpm e cronometraggio intermedio in vetta alla salita. Seguono 4 km di discesa e ultimi 3 km lungo le vie cittadine con alcune curve ad angolo retto. Arrivo in piazza Bra e nell'Arena di Verona.