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Insulti e violenze, gli arbitri diminuiscono. Repace: "Casi inaccettabili"

Bilancio di fine anno al Cru (foto Belfiore)

Roberto Minelli
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Nel corso della conferenza stampa di bilancio di fine anno il presidente del Cru Luigi Repace si è soffermato sulla questione arbitrale: “Per una serie di circostanze ci sono sempre meno arbitri. Quelli di prima categoria sono 30, dovrebbero essere 60 per potersi alternare. Perché in mancanza di numeri (in seconda categoria arbitrano anche gli assistenti, ndr) non si allunga la vita ad arbitri esperti? Lo abbiamo chiesto, si è proiettati al fatto che la base dell'imbuto arbitrale debba servire per la Serie A. La regolarità si porta avanti anche grazie a persone che pur non avendo più stimoli visto che non possono salire di categoria, hanno voglia di continuare ad arbitrare. Nelle categorie inferiori ci sono. In Eccellenza non si può fare perché su 8 partite a giornata due arbitri vengono da fuori, 6 sono i nostri. Ci sono gli arbitri più bravi, per essere promossi a livello nazionale, devono accumulare esperienza”. Sulla violenza, aggiunge: “Gli arbitri sbagliano e sbaglieranno sempre. E' inaccettabile che ci possano essere delle persone capaci di mettergli le mani addosso”.