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Superlega, tutti i segreti della Sir armata invincibile

Anastasi Foto: Testa

Il ritorno di Russo, gli arrivi di Flavio e Semeniuk, la maturità di Giannelli e le rotazioni di Anastasi alla base dei successi di Perugia

Luca Mercadini
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I numeri li conoscono tutti e non serve ripeterli. Resta da capire, semmai, come la Sir da sempre ritenuta forte e competitiva sia diventata l’invincibile armata che in questa stagione non ha fallito nemmeno una gara. Più di un fattore può aver inciso nella crescita esponenziale di una squadra comunque sempre più che attrezzata anche in passato. Intanto, il livello qualitativo al centro. Fondamentale il recupero di Roberto Russo, lo scorso anno praticamente mai utilizzato tra infortuni e altro. E qui bisogna spendere una parola di encomio per De Giorgi che ha creduto in lui e lo ha portato in Nazionale favorendone il ritorno anticipato sul taraflex. Il siciliano per Anastasi è stato come un nuovo acquisto e ha portato in posto 3 centimetri, qualità e maggiore spessore in battuta grazie alla sua flot spin. Al suo fianco è poi arrivato il nazionale brasiliano Flavio, molto forte in attacco. Basta guardare le cifre del successo con Trento. Il tabellino dell’ex Vibo Valentia dice 13 punti (con 5 muri), 9 con 1 ace, il 75% in attacco e 2 muri è invece lo score di Russo che si prende anche il titolo di mvp della contesa. Grandi numeri anche perché di fronte c’era la coppia della nazionale serba, Podrascanin-Lisinac, due dei maggiori interpreti del ruolo a livello mondiale. Quindi Sir cresciuta tantissimo al centro dove non va dimenticato c’è il bronzo olimpico Sebastian Solè che ha caratteristiche e numeri simili a Flavio e può favorire le allegre rotazioni anastasiane, marchio di fabbrica del tecnico virgiliano. Chiude il quadro Mengozzi, lo scorso anno tra le sorprese più gradite della passata stagione e che in quella corrente ha trovato gloria nell’esordio di Champions.

 

Dal centro al posto 4 dove Anastasi ha potuto abbracciare l’arrivo del due volte campione d’Europa, Kamil Semeniuk. L’ex Zaksa ha portato freschezza in un ruolo dove lo scorso anno operava Matt Anderson. Attenzione, l’americano ha fatto molto bene per gran parte della stagione, salvo calare sul crepuscolo del torneo come del resto molti compagni di squadra. Ma è evidente, il dato anagrafico depone in favore del polacco che può fornire maggiori garanzie anche per il futuro.

 

Un terzo elemento determinante nella marcia trionfale bianconera vede protagonista Simone Giannelli. Il regista di Perugia ha tratto forza, esperienza e soprattutto maturità dal successo mondiale vissuto con le stimmate del capitano. Il Giannelli tornato con il titolo iridato al petto è giocatore di livello internazionale capace di indirizzare la partita con le giuste scelte anche nei momenti più delicati. E poi torniamo ad Anastasi e alle sue rotazioni. Il tecnico ha mantenuto fede alle promesse estive. “Farò giocare tutti a costo di perdere qualche gara di regular season”, aveva detto nell’afosa conferenza stampa del PalaBarton il giorno del suo arrivo a Perugia. E così è stato. Vero, ad agevolare il suo credo tattico l’organico di primo ordine messo a disposizione da patron Sirci. Ma questo accadeva anche in passato quando il turn over era rimasto in fondo all’armadio bianconero. Come un vecchio scarpone dimenticato.