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Gramaccia e i 100 gol in carriera nel giorno del compleanno: "Dedicato a me stesso"

Il centrocampista del Trestina si racconta: "La rete più pesante? Il 10 ottobre del 2010. Spero di chiudere al Casini"

Remo Bellucci
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Il capitano del Trestina, Stefano Gramaccia, domenica scorsa 13 novembre nella gara disputata contro il Ghiviborgo, al 22', con un colpo di testa, ha portato in vantaggio i suoi e siglato il suo centesimo gol in carriera. Il destino ha voluto che questo traguardo sia arrivato proprio nel giorno del suo 35esimo compleanno. “Quando sul mio colpo di testa ho visto entrare il pallone del centesimo gol in porta ho vissuto un momento indescrivibile - racconta il centrocampista -. E' stato bello esultare con i compagni e i tifosi, è stata una bella gioia”, le parole semplici ed emozionate di Stefano Gramaccia. Cento gol, cento volte “Sticchio”, il capitano si racconta: “In quei secondi ho rivisto tutto quanto ho fatto di buono nei miei 18 anni e mezzo di carriera trascorsa tra l'Eccellenza e la serie D con Todi, Orvietana, Pontevecchio, Gualdo Casacastalda, Pianese, Subasio, Villabiagio e Trestina”. Il metronomo ha iniziato a giocare con i grandi all'età di 17 anni con il Todi che militava nel campionato di serie D ed era allenato da Luciano Mancini, tecnico che lo fece entrare a partita in corso al posto di suo fratello Matteo.

 

 

 

Una dedica speciale per questo traguardo?

“E' chiaro che tutti i miei gol sono per mio padre e la mia famiglia, per i miei compagni e per la società. Però la dedica questa volta è tutta per me, perché tra infortuni e la malattia che ho superato tra tante difficoltà, non è stato un percorso sicuramente facile. Perciò devo dire grazie a me stesso che ho sempre reagito con grande carattere”.

Il primo gol?

“Il primo gol l'ho siglato di testa come l'ultimo, quando militavo nelle fila dell'Orvietana, ma purtroppo non ricordo contro chi”. 

E il più bello?

“Il gol che a livello morale mi ha aiutato di più è stato quello che ho siglato nella partita Todi-Arezzo il 10 ottobre del 2010, la prima partita che giocavo dopo la prematura scomparsa di mia mamma Concetta, dove ho alzato per la prima volta la maglietta in suo ricordo e guardando verso il cielo”.

Gramaccia calciatore ha cercato sempre di emulare, nel suo piccolo, l’inglese Frank Lampard. E il futuro?

“Io spero di terminare la mia carriera a Trestina, giocando ancora per due o tre stagioni. Perchè quando sono arrivato qui provenivo da Villabiagio dove avevo disputato solamente otto partite a causa di un infortunio. Nonostante ciò il presidente Leonardo Bambini ha creduto in me e mi ha voluto nella sua squadra, perciò ho tanta riconoscenza verso questa società” conclude il capitano.