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Bagnaia, chi è il campione del mondo MotoGp: l'asma, l'academy di Vale Rossi e l'impresa con la Ducati

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Nicola Uras
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Il sogno di Francesco “Pecco” Bagnaia è diventato realtà: vincere il titolo mondiale della MotoGp con una moto italiana, quella Ducati con cui ci aveva provato per due anni, fallendo, il mito moderno Valentino Rossi. Così l’Italia torna a far festa con un binomio tricolore come invece riuscì all’altra icona motoristica, quel Giacomo Agostini che nel 1972 vinse in sella all’iconica MV Augusta. Cinquanta anni fa esatti.

 

 

Un’impresa autentica quella di Pecco capace, nel cuore del campionato, di recuperare 105 punti in 8 gare, piazzamento dopo piazzamento, vittoria dopo vittoria (quattro consecutive in estate). L’intuizione è stata quella di smettere di addomesticare il bolide di Borgo Panigale al suo stile di guida per adattarsi lui alla potenza, a volte scomposta, della Ducati. In Australia la svolta su un circuito adatto alla Yamaha del rivale Quartararo: il francese si stende sull’asfalto, Bagnaia attacca ma con giudizio e alla fine strappa il terzo posto che vale il sorpasso nella classifica del Mondiale. Nell’ultimo weekend a Valencia una gara solida, intelligente, finalizzata alla conquista dei punti mancanti per il titolo. Ci ha messo del suo anche Quartararo, sgonfiatosi con il passare delle settimane, dopo essere stato incoronato re della stagione troppo frettolosamente. "Tutto è bellissimo, fantastico. La gara più dura della mia vita. Volevo arrivare nei primi cinque oggi ma dopo 5 giri ho cominciato a soffrire con l’anteriore della moto. Non ha importanza. È stata lo stesso una grande giornata, sono molto felice" ha urlato di gioia Bagnaia, nono al traguardo, nella gara vinta da Alex Rins (Suzuki). E il rivale Fabio Quartararo? Il francese ha portato la sua Yamaha al quarto posto, troppo poco. 

 

 

 

 

L’exploit di Bagnaia si incastra in un momento complicato per la MotoGp: salutati prima Jorge Lorenzo e poi Vale Rossi, in attesa di capire se Marc Marquez recupererà dall’infortunio e tornerà il dominatore di un tempo, la classe regina cerca un campione di riferimento, capace di fare show e rendere adrenalinici i gran premi. Bagnaia (25 anni, torinese) può segnare un’epoca. La determinazione è quella dei campioni di razza, sin quando era bambino. Il medico gli aveva consigliato di smettere perché soffriva di asma, gli stessi insegnanti a scuola lo invitavano ad abbandonare. Quando poi ha la chance di gareggiare in Moto3 l’impatto è tremendo: nelle prime quattro gare non vede mai il traguardo e chiude la stagione con zero punti. Non molla neanche stavolta e ogni stagione compie un passo in avanti: il primo podio nel 2015, l’ingresso nella scuderia-academy di Rossi, la vittoria del Mondiale in Moto2 nel 2018 al culmine di una stagione magica. Poi la MotoGp, la competitività sempre più crescente, il trionfo e l’ingresso nel ristretto club dei campioni. Bagnaia è salito in cima al mondo e non vuole più scendere.