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Sir contro Milano per continuare a vincere e far festa con la Supercoppa: Leon ai box

Luca Mercadini
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La sbornia di Supercoppa non ha intaccato la voglia di continuare a vincere in casa Sir Safety Susa Perugia. Anastasi ha parlato chiaro alla squadra e ha fatto capire a tutti i rischi e i pericoli che si possono incontrare dopo un successo importante come quello di Cagliari.

 

 

Tanto bene che di fronte ci sarà una formazione agguerrita come Milano, in passato capace di mettere in difficoltà Perugia anche al PalaBarton e domenica 6 novembre pronta a giocarsi le sue carte cercando di approfittare della stanchezza fisica e mentale di Perugia reduce dalla felice, ma dispendiosa due giorni in terra sarda. E perché no, provando a “lucrare” sull’assenza forzata di Wilfredo Leon ai box dopo la rovinosa (ma fortunatamente senza conseguenze) caduta nel tie break con Civitanova. Da questo punto di vista, però, la Sir Susa ha sempre dimostrato di non temere situazioni del genere, tanto che le ormai famose rotazioni di Anastasi mai hanno scalfito (anzi) la qualità del rendimento di squadra e nemmeno l’esito finale dei match. E così anche stasera Oleh Plotnytskyi fresco del titolo di mvp di Supercoppa, tornerà nello starting seven proprio per sostituire il campione cubano. Insieme all’ucraino, il cui ingresso nella finale del PalaPisastu è risultato decisivo ai fini del risultato, non si escludono altre novità da parte di Anastasi con tre giocatori (Russo in pole, Flavio e Solè) per due maglie al centro.

 

 

Ma al di là di chi partirà dall’inizio e di chi entrerà in corso d’opera, Perugia non ha alcuna intenzione di smettere di vincere: il primo posto inossidabile di Superlega (5 su 5 senza concedere punti agli avversari) e i due successi al quinto set con Trento e Lube, hanno portato a sette la striscia di vittorie consecutive. Il “carrarmato” Sir come lo ha definito Matteo Piano vuole allungare a otto nel giorno della grande festa dedicata alla Supercoppa cagliaritana. Il trofeo in bella vista al palazzetto va onorato. E, se festa deve essere come patron Sirci ha ordinato, non c’è alcuna voglia (da parte di nessuno) di rovinarla con una deludente prestazione.