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Gubbio, 400 tifosi a Cesena. E Braglia attacca sindaco e assessore

 Braglia

Il tecnico torna sulla vicenda della nuova curva e si fa sentire

Euro Grilli
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“C’è poco da dire, è una partita tosta contro un avversario forte. Il Cesena è stato costruito per vincere il campionato, è una grande piazza, ha un grande seguito e sta facendo bene. Noi abbiamo grande rispetto dell’avversario, però abbiamo il nostro gioco e non abbiamo paura di nessuno: ce la giocheremo. Poi alla fine vediamo”. Piero Braglia, allenatore del Gubbio, va dritto per dritto. “Ho tutti a disposizione, i ragazzi si sono allenati con intensità e vogliono fare bene”. Il gruppo compatto, unito, coeso è merito suo e dello staff con il secondo De Simone, i preparatori Barberio e Palazzari, l’allenatore dei portieri Pascolini e Il match analyst  Seppoloni? “In 33 anni che alleno non ho mai avuto un gruppo così fantastico, dove tutti si aiutano, si danno una mano e remano nella stessa direzione. Anche quelli che giocano meno quando hanno l’opportunità di dare il loro contributo si spaccano in quattro e non fanno rimpiangere i presunti titolari”. Questo però la mette in difficoltà quando deve scegliere la formazione, giusto? “Sì, molto ma sono contento di questo. Anche perché se non è questa l’occasione per giocare l’avranno magari la prossima settimana”. Ha deciso con quale modulo affronterà i bianconeri romagnoli? “Sostanzialmente ne abbiamo due e con entrambi abbiamo fatto bene. Deciderò sempre con la possibilità di cambiare in corso d’opera”.

 

A Cesena più di 400 tifosi al seguito. “Questo ci fa piacere, i nostri tifosi sono davvero eccezionali. Cercheremo di regalare loro sempre nuove soddisfazioni perché se lo meritano. Spero anche che possa arrivare questa benedetta nuova curva perché il nostro è l’unico stadio d’Italia dove i tifosi della squadra di casa sono a 100 metri dal campo e sono penalizzati. E poi, e non mi era mai successo, non ho mai visto né l’assessore allo sport né il sindaco, e non ho potuto stringere loro la mano. Non mi era capitato nemmeno a Bibbiena, all’inizio della mia carriera. Non è giusto anche nei confronti del presidente e della società che a Cesena insieme alla squadra faranno di tutto per difendere al meglio il nome e l’immagine di Gubbio”.