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Mani al collo dell'arbitro che poi non riconosce l'aggressore: paga per tutti il capitano

Il Codice di giustizia sportiva è chiaro: il giocatore estraneo ai fatti fermato fino al 2024

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Un giocatore della Virtus Foligno che, con violenza, prende per il collo l’arbitro, la squalifica di 15 mesi, il ricorso della società che sostiene ci sia stato uno scambio di persona. Quindi l’appello, con il direttore di gara che, dinanzi ai due calciatori coinvolti o, a questo punto, presunti tali, ammette l’errore commesso nello stilare il referto a fine gara ma, allo stesso tempo, non riconosce quale aggressore il calciatore indicato dal club al momento dell’opposizione alla prima sentenza del giudice sportivo. Morale della favola? Paga il capitano della squadra al momento del fattaccio. E’ la vicenda giudiziaria che è seguita al match di Coppa Primavera di Seconda categoria Virtus Foligno-Pozzo giocato lo scorso 17 settembre e che si è conclusa con un verdetto inatteso.

 

Il giudice sportivo ha infatti applicato l’articolo 6 comma 2 del Codice di giustizia sportiva il quale prevede che “il calciatore capitano della squadra risponde degli atti di violenza commessi, in occasione della gara, nei confronti degli ufficiali di gara da un calciatore della propria squadra non individuato. La sanzione eventualmente inflitta cessa di avere esecuzione nel momento in cui è comunque individuato l’autore dell’atto”. Autore ancora senza un nome, per cui la squalifica fino al 31 dicembre 2023 è stata comminata al capitano della squadra.