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Conti e Fabri re in Venezuela: che trionfo alle Olimpiadi sudamericane

Il "Prof" e il tecnico ternano nello staff della Nazionale che ha vinto l'oro battendo l'Uruguay in finale

Tommaso Ricci
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C’è tanta Umbria a Caracas. Che, a quest’ora, starà per entrare in uno dei peggiori bar e saccheggiare tutto il Pampero che c’è. Perché un successo come quello che hanno conquistato il “Prof” Vincenzo Conti, palermitano di nascita ma ormai umbro d’adozione, e il ternano Andrea Fabri va festeggiato a dovere. Conti è vice, infatti, della sorella Pamela, ct della Nazionale maggiore femminile, di Under 20 e 17 del Venezuela, mentre Fabri è membro dello staff della Vinotinto, così la chiamano da quelle parti, la “rosso vinato”, dal colore delle maglie. Insieme al quarto italiano nello staff, l’altro palermitano Carmelo Semprevivo, hanno conquistato per la prima volta nella storia le Olimpiadi sudamericane, manifestazione che prevedeva - tra le varie dicipline - anche il torneo di calcio.

 

 

La finalissima vinta ai rigori contro l’Uruguay (dopo il 2-2 finale) è stata la ciliegina sulla torta di una manifestazione in cui il Venezuela ha fatto subito vedere cose straordinarie: le ragazze di Pamela Conti hanno, infatti, battuto anche il Paraguay (5-0) e il Cile (3-0). “Una medaglia d'oro straordinaria, un’emozione incredibile - commenta proprio il fratello Vincenzo -. Stiamo dando tanto, calcisticamente parlando, a questo Paese e siamo consapevoli di poter raggiungere altri traguardi importanti. Che dire? Siamo estremamente felici per noi stessi, per il gruppo che siamo riusciti a creare, per il Venezuela e per chi ci segue con interesse dall’Italia”. E adesso che si è cominciato a scrivere la storia, non ci si vuole fermare. “Assolutamente no - sorride il ‘Prof’, tecnico ed ex giocatore che in Umbria ha deliziato le platee di tante piazze -. Il prossimo anno abbiamo in programma il Panamericano, nel 2024 le qualifivazioni per tutte le categorie, quindi Absoluta, Sub 20 e Sub 17, per cui... Ora prenderemo in mano anche la Sub 15, l’Under come si dice da noi, in Italia”. Buon lavoro, allora.