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Perugia in cerca di identità, Baldini cambia tutto. Solo conferme per Lucarelli e la Ternana

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Con la partitissima Genoa-Cagliari inizia venerdì 7 ottobre (20.30) l’ottava giornata del torneo di serie B divisa in tre giorni. Sabato 8 ottobre scende in campo la Ternana alle 14 in casa con il Palermo, domenica tocca invece al Perugia di scena a Como (16.15) in uno scontro che vede in campo la penultima contro la cenerentola della serie B. Come ogni settimana abbiamo posto una serie di domande al campionato.
 

 

Al Sinigaglia si gioca una sfida che ha ribaltato le previsioni della vigilia.
"Se non proprio ribaltato certamente tutti avrebbero dato oggi Perugia e Como in posizioni diverse. I lariani per via di una proprietà ricca, solida e ambiziosa, il Grifo per quanto fatto nella passata stagione e per una tradizione che lo pone sempre nella parte medio alta della classifica. Ma alla carta, spesso e volentieri, non corrisponde l’andamento del terreno di gioco".
E questo perché?
"Il Como paga qualche defezione di troppo nell’organico e il problema di salute che ha costretto mister Gattuso ad abbandonare la squadra. C’è poi la posizione in campo di Fabregas con Longo chiamato a prendere una decisione definitiva in una squadra che lo scorso anno giocava in maniera diversa. In tutto questo la difesa fa acqua (ultima con 14 reti subite) e nella casella vittorie compare ancora il numero zero".
Non è che il Perugia stia molto meglio.
"Solo quattro gol fatti, appena due su azione. La difesa con 11 reti al passivo è la terza peggiore dopo Pisa e per l’appunto Como".
Ma non è strano questo dato, considerato che lo scorso anno era il fiore all’occhiello della squadra?
"Proprio così, e non può essere tutto ricondotto alla partenza di Chichizola. La squadra non ha ancora trovato il giusto assetto, quegli equilibri presenti nella scorsa stagione che garantivano anche la giusta protezione alla difesa".
 

 

Per questo Baldini ha deciso di cambiare assetto?
"Per questo e per altro. Nel Perugia attuale c’è poco che funziona. Al di là della vulnerabilità del reparto arretrato c’è un attacco che fa fatica non solo a segnare ma anche a rendersi pericoloso. Il primo tempo con il Pisa ha fatto vedere una squadra in difficoltà ovunque, anche sul piano caratteriale. All’esordio il tecnico di Massa non ha voluto stravolgere nulla pur cercando di predicare un calcio più ragionato e offensivo. Dopo l’esibizione flop al Curi l’idea è ora di dare una bella strambata".
Pensando al Palermo dello scorso anno?
"Baldini dal giorno del suo arrivo ha in mente il 4-2-3-1 utilizzato nella scorsa stagione ma prima ha voluto vedere la risposta della squadra con modifiche minori sul vecchio assetto. Le cose sono andate come sappiamo, da qui la decisione di cambiare tutto".
Sarà l’abito giusto per il Perugia?
"Tutto da verificare in una squadra abituata a giocare con la difesa a tre. Potrebbe essere la svolta tanto attesa come no".
Chi, invece, ha trovato i giusti meccanismi è la Ternana.
"Lucarelli a Cittadella ha schierato per la seconda volta consecutiva stesso modulo e stessa formazione. Con tre vittorie consecutive e tre clean sheet nel corso della stagione la Ternana schierata con un 4-3-2-1 prudente sembra avere i suoi punti di riferimento precisi. Lo dimostra anche la scalata in classifica in piena zona play off con il quinto posto".
E l’entusiasmo crescente della tifoseria.
"Sì, la prevendita sta andando molto bene. Il pubblico intuisce il momento favorevole ed è pronto a dare una spinta ulteriore contro un Palermo che arriva a Terni tra qualche difficoltà. Fuori casa non ha mai vinto e ha segnato appena un gol".
Anche se contro i rosanero la Ternana non vince al Liberati da 20 anni.
"La cabala conta per gli scaramantici ma la gara con il Palermo è un’occasione ghiotta per allungare la striscia di vittorie consecutive a quattro. L’ultimo a farlo è stato Mimmo Toscano nella stagione del ritorno in B dopo la vittoria in terza serie".
In settimana allenamenti a porte chiuse e squadra blindata con nessun contatto esterno.
"Se le cose vanno male il primo intervento che di solito viene fatto è il silenzio stampa per evitare qualche domanda imbarazzante. Se le cose vanno bene idem perché c’è il rischio di generare troppo entusiasmo. Gira che ti rigira la colpa è sempre dei giornalisti. Dispiace ma ormai sono in tanti a farlo, anche se a Terni c’è sempre stata maggiore disponibilità alle interviste che altrove".