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Manata all'arbitro, giocatore del Piccione squalificato un anno e terna scortata dai carabinieri

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Squalifiche pesanti anche in questa settimana, con il giudice sportivo che ha usato il pugno duro per sanzionare alcuni epidosi di violenza tra i dilettanti. Il più grave in Promozione, dove è stato fermato fino al 30 ottobre 2023 un giocatore espulso del Piccione.

 

 

La motivazione? “Perché, al 49’ dei primo tempo - si legge nel comunicato pubblicato dal Comitato regionale Umbria della Figc -, colpiva violentemente con un calcio un avversario impedendogli di partire in contropiede. Ricevuto il cartellino rosso si avventava contro l’arbitro ed, in modo violento, lo colpiva con una manata all'altezza del mento. Il colpo non provocava forte dolore al direttore di gara solo perché questi, cercando di schivare il colpo, allontanava il viso dall'aggressore. Prima di lasciare il campo, inoltre, si dimenava in maniera aggressiva per cercare di raggiungere nuovamente l'arbitro ma veniva fermato e allontanato da alcuni compagni di squadra”. Al Piccione, però, tra le varie sanzioni, è stata comminata anche una multa da 500 euro “perché soggetto riconducibile alla società Piccione (presentatosi come custode) unitamente all'allenatore della medesima società tentava di impedire alla terna il passaggio verso gli spogliatoi. Gli animi si scaldavano, tanto che il direttore di gara si vedeva costretto a richiedere l'intervento dei carabinieri. Al termine della partita, inoltre, mentre gli ufficiali di gara - scortati dai carabinieri - lasciavano l'impianto, venivano fatti oggetto, da parte di una trentina di tifosi del Piccione, di insulti e minacce”. 

 


In Juniores A1 Inibito fino al 3 ottobre 2023 un dirigente della Julia Spello “perché entrava in campo con il chiaro intento di aggredire l'arbitro, ma veniva fermato dall'allenatore della medesima società. Attendeva l'arbitro dinanzi lo spogliatoio con fare minaccioso ed avvicinatosi al predetto lo aggrediva verbalmente (con insulti e minacce) ma, soprattutto, fisicamente. In particolare lo afferrava per la mano strattonandola con violenza in più direzioni; subito dopo lo spintonava, cercando di scaraventarlo contro il muro”.