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Gubbio, Mbakogu è tornato: "Forza, andiamo in serie B"

 mbakogu Foto: simone grilli as gubbio calcio

Il centravanti a Carrara ha giocato dal primo minuto dopo l'infortunio

Euro Grilli
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Trecentottanta chilometri è la distanza tra Scorzé Peseggia e Gubbio. La piccola località della città metropolitana di Venezia è quella dove nel 2005 il giovane Jerry Mbakogu (classe 1992, nato a Lagos), ha tirato i primi calci al pallone. Diciassette gli anni che gli ci sono voluti per arrivare al Gubbio chiamato da Piero Braglia. “La presenza del mister è stata fondamentale per convincermi. Lui è un allenatore che già anni prima mi aveva cercato ma non se ne era fatto niente. Stavolta c’erano tutte le condizioni. È un tecnico che riesce a stimolarmi e tirare fuori il meglio di me, mi sono sempre trovato bene”. Dopo aver esordito contro l’Entella e aver giocato da titolare a Carrara nel Gubbio a quattro punte, oltre a lei Arena, Spina e Vazquez che non si schiacciano mai e con l’argentino in verticale alle sue spalle, qual è il suo primo giudizio sulla squadra?

 

“Il Gubbio è forte. Il gruppo è formato da belle persone e bravi ragazzi. Ci sono tanti talenti pronti ad esplodere. Sta solo a noi seguire bene il mister. Non sarà facile fare sempre bene, dovremo stare sempre sul pezzo”. Qual è l’obiettivo di Mbakogu? “Non mi piace mai parlare di me. Sono venuto a Gubbio per rilanciarmi e tornare ai miei livelli”. Magari proprio col Gubbio? “Sarebbe molto bello arrivare in Serie B con questa maglia. Non sarà facile perché il campionato è duro, ci sono tante squadre molto forti ed è appena iniziato. Dobbiamo pensare partita dopo partita. Alla base di tutto ci deve essere l’umiltà”. Il suo idolo da piccolo? “Drogba”. Il difensore più forte che l’ha marcato? “In serie A la BBC della Juve. Bonucci, Barzagli e soprattutto Chiellini erano davvero forti”. L’attaccante più forte con il quale ha giocato? “Per la carriera che ha fatto Borriello”. Due allenatori nella sua vita: Braglia e Castori. “Braglia è il mio padre calcistico, gli devo tanto. Con Castori sono riuscito ad arrivare in Serie A”.

 

Il Gubbio è primo in classifica: cosa promette ai tifosi? “Il massimo impegno. Come obiettivo punto alla doppia cifra di gol segnati. La classifica la guardiamo giornata dopo giornata. E mi piacerebbe vedere lo stadio pieno di gente”. Mignemi dice: “Il “Barbetti” pieno di tifosi dovrà essere il nostro dodicesimo uomo in campo”. “Sono d’accordo col diesse, una delle cose a cui tengo di più e far divertire la gente che ci viene a vedere”. Adesso il Gubbio è atteso da tre partite in due settimane e lei deve ancora sbloccarsi. “Anche a Carrara volevo far gol, ma il loro portiere aveva deciso il contrario e sul tiro che ha deviato sul palo gli ho fatto i complimenti. Adesso però, magari prima con la Recanatese, poi anche col Rimini e con la Reggiana… (sorride, ndr.) il mio obiettivo è fare gol e aiutare il Gubbio ad andare più in alto possibile. Se rimarremo umili penso che ci potremo togliere delle belle soddisfazioni”.