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Calcio dilettanti, insulti razzisti: 13 giornate a un giocatore del Real Padule

Aggredisce l'arbitro, stop fino al 31 dicembre 2023 per un giocatore della Virtus Foligno

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Primo episodio di razzismo sanzionato in questa stagione dal giudice sportivo tra i dilettanti dell’Umbria. E’ quello di cui si è reso protagonista un giocatore del Real Padule (società che milita in Prima categoria girone A) domenica scorsa nel match perso dagli eugubini per 3-2 in casa contro il Ponte Felcino. La squalifica decisa dall’avvocato Marco Brusco, assistito dal rappresentante degli arbitri umbri Fabio Fiordi, è di quelle che si ricordano: ben 13 giornate di stop perché “espulso per plateali proteste ed insulti all’indirizzo dell’arbitro - si legge nel comunicato della federcalcio regionale pubblicato nel tardo pomeriggio di ieri -, una volta uscito dal campo teneva condotta irriguardosa e minacciosa nei confronti del direttore di gara. Al momento dell’uscita delle squadre dal terreno di gioco, pronunciava frase razzista all'indirizzo di un avversario” (l’attaccante Omgba Manga, ndr). Tre giornate per le intemperanze nei confronti dell’arbitro, a cui si sommano le due ormai “abituali” quando si verificano in campo episodi di discriminazione razziale all’interno del campo.

 

Più pesante la squalifica decisa per un calciatore della Virtus Foligno, club impegnato nello scorso weekend nella gara di Coppa Primavera di Seconda categoria contro il Pozzo, match poi vinto 4-2. Il giocatore è stato fermato fino 31 dicembre 2023 perché “al 41’ del primo tempo - si legge acnora nel comunicato del Cru -, in conseguenza di una decisione arbitrale a lui sfavorevole, spintonava l’avversario e, subito dopo aggrediva il direttore di gara prendendolo per il collo con violenza, accompagnando tale condotta con proteste ad insulti al suo indirizzo. Si specifica che, ai sensi dell’articolo 35 comma 7 del Codice di giustizia sportiva, la sanzione va considerata ai fini dell’applicazione delle misure amministrative, finalizzate al contrasto degli episodi di condotta violenta nei confronti degli ufficiali di gara, come previsto dal consiglio federale della Figc” e ufficializzato nel comunicato numero 256 del 27 gennaio 2016.