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Jacobs, il video della finale dei 100 metri agli Europei. Il re è tornato

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Il re è tornato. Nonostante tutto e tutti. Nonostante gli infortuni, nonostante le critiche, nonostante i gufi. Marcell Jacobs vince i 100 metri a Monaco di Baviera e si laurea campione d'Europa. Un titolo voluto con tutto sé stesso, con la presenza dell'oro olimpico in dubbio fino all'ultimo. Ma una volta ufficializzato il suo nome tra quelli al via ai blocchi di partenza, tutti avrebbero scommesso che Jacobs non sarebbe andato in Germania per una passeggiata. Affatto. Se l'azzurro scende in pista lo fa solamente per un motivo: vincere.

 

 

E così Jacobs ha trionfato in finale con il tempo di 9”95, davanti ai due britannici Zharnel Hughes (9”99) e Jeremiah Azu (10”13). Potremmo dire che la storia si ripete: Italia prima e Inghilterra che la guarda da dietro. Ottava piazza per Chituru Ali (10”28), l'altro azzurro in finale. La vittoria azzurra nella gara regina dell'atletica agli Europei mancava dal 1978, cioè dal trionfo di Pietro Mennea a Praga. L'attesa è finita, Marcell Jacobs è tornato.

 

 

"E' stata una stagione complicata - ha detto il campione olimpico ed europeo ai microfoni di Raisport - Arrivare qua e portate a casa l'oro è entusiasmante e mi dà molto fiducia. Molte persone pensavano che non avrei nemmeno partecipato. Non sono soddisfattissimo della gara - aggiunge - in semifinale ho corso meglio, in finale c'era un po' di tensione ma sono riuscito ad arrivare davanti a tutti e questo è quello che importa". L'azzurro si è presentato ai blocchi con una fasciatura al polpaccio. Jacobs ha raccontato di aver sentito un fastidio mentre provava la partenza dai blocchi prima della semifinale ma di aver "chiuso gli occhi" e di essere andato avanti. "Una semplice contrattura, niente di che...", aggiunge.  “A chi dedico questa medaglia? - ha proseguito in zona mista - A tutti quelli che mi sostengono e quelli che non mi sostengono. Ci sono quelli che mi danno la forza di andare avanti e quelli che mi danno la forza di dimostrare che si sbagliano. Nella mia testa non ho mai pensato di non farcela, nel momento in cui ho visto di non poter correre la semifinale del Mondiale tutto si è spostato sull’Europeo. Mi sono reso conto che il lavoro è importante ma la cosa più importante è star bene - ha aggiunto - Il momento più difficile? Il campionato del mondo, ero convinto di aver risolto quel problema. Ho corso comunque la batteria sapendo che sarebbe stato difficile poter fare una seconda gara dopo. Quello è stato davvero un momento difficile. La staffetta 4x100? Un grandissimo in bocca al lupo a Tortu e Desalu per i 200 metri, so che si può fare veramente, sono in un’ottima condizione. Dopodiché spacchiamo tutto".