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Jacobs, perché non ha corso ai mondiali di atletica in semifinale e finale: il campione colpito da un nuovo infortunio. Come sta e i tempi di recupero

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Un nuovo infortunio ferma Marcell Jacobs. Il campione olimpico di atletica, medaglia d'oro nei 100 metri e nella staffetta 4x100, ha dovuto dare forfait prima della semifinale dei mondiali, in corso in questi giorni a Eugene. Troppo rischioso forzare, soprattutto data la condizione con cui l'azzurro si era presentato ai blocchi di partenza. Anche in caso di disputa della prova, infatti, Jacobs avrebbe rischiato di non entrare in finale, ancor meno probabile un suo arrivo nelle prime tre posizioni. E allora ecco la decisione che, seppur difficile da prendere, prova a salvare quantomeno il resto della stagione. 

 

 

Jacobs, che aveva superato le batterie con un tempo alto - 10,04 - sarebbe dovuto scendere in pista la notte tra sabato 16 e domenica 17 luglio per la semifinale. E quando tutti stavano per puntare le sveglie per assistere a una possibile nuova impresa del campione olimpico, poco dopo l'una di notte ecco il messaggio che l'azzurro ha affidato ai social: "Una scelta dolorosa. Sono costretto a interrompere la corsa nonostante abbia voluto in ogni modo essere qui a Eugene e confrontarmi con i miei avversari - ha scritto Jacobs in un post su Instagram e Facebook - Non c’è niente che io ami di più che correre e gareggiare. Sono un combattente ed è con questo spirito che avevo deciso di non mancare l’appuntamento con i Mondiali. Ma adesso, per non rischiare un infortunio più serio, devo rimandare il confronto alle prossime gare importanti, dopo un recupero pieno. Agli italiani e ai miei fan faccio questa promessa: ce la metterò tutta per continuare a farvi sognare".

 

 

“Jacobs ha dimostrato un coraggio notevole - le parole del presidente federale Stefano Mei riportate dal sito della Fidal - Ha voluto fortemente provare a onorare l’impegno, ci ha provato fino all’ultimo momento. Questa per me è una grande dimostrazione di serietà e attaccamento alla maglia azzurra. La vita di un atleta – prosegue il presidente – è fatta di momenti positivi ed altri negativi. Ed anche un piccolo problema può impedire il rendimento di una macchina così sofisticata come il corpo di un atleta. È fin troppo ovvio che mi dispiaccia, il fatto di non rivedere Jacobs in pista. Ma condivido certamente la scelta di non rischiare, per evitare di compromettere definitivamente la stagione”. “Sapevamo in che condizioni erano i nostri due alfieri – il commento del dt Antonio La Torre – e a loro va il nostro ringraziamento per essersi messi comunque in gioco. Ma aver tutelato l’integrità di Marcell è importante, perché la nostra destinazione finale sono i Giochi di Parigi. La staffetta? Troveremo una soluzione". Dalla voce dell’allenatore di Marcell Jacobs, Paolo Camossi, il racconto di come si è arrivati alla decisione dello stop: “Non è stato facile, fino all’ultimo secondo abbiamo valutato il da farsi - spiega - Prima dei Mondiali abbiamo lavorato bene, i dolori erano andati via, ma sapevamo che l’incognita sarebbe stata l’alta intensità. In batteria Marcell ha sentito una fitta all’adduttore che gli ha impedito di essere se stesso: da ieri sera si è sottoposto a tutta la fisioterapia necessaria, poi stamattina si è svegliato indolenzito. L’ecografia ha manifestato una contrattura e sappiamo che compromettere l’adduttore vorrebbe dire finire la stagione. Chi ha deciso per la rinuncia? L’ultima parola è stata del gruppo azzurro. In questo momento Marcell è molto dispiaciuto per non aver dato emozioni a se stesso e agli altri. Ma abbiamo visto la finale insieme e siamo molto sereni per il futuro: ci ha fatto capire che non c’è un vero dominatore nella velocità mondiale, e sapevamo che il 9.79 di Kerley non sarebbe stato ripetuto nei turni successivi. Ora bisogna mettersi subito in mentalità Europei di Monaco”.