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Sir volley, Anastasi un po' Virgilio, un po' Ancelotti

 anastasi Foto: benda

Il tecnico mantovano ha paragonato Perugia al Real Madrid

Luca Mercadini
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Un po’ Virgilio (per le sue origini mantovane), un po’ Ancelotti viste le prime parole di Anastasi (“La Sir è come il Real Madrid e Sirci è  il Florentino Perez del volley”). Coach ci dica, quale dei due? “Intanto vi ringrazio per gli accostamenti a dir poco illustri. Certamente mi piacerebbe seguire le orme di Carletto, anche lui come me tecnico della pianura padana (è del Reggiano, ndr). Con Guardiola e Mourinho penso sia l’allenatore più vincente. Vorrei fare qualcosa di importante qui a Perugia dove c’è un seguito di tifosi numeroso e molto passionale”.

 

Ma non sarà facile, visto anche cosa accaduto lo scorso anno. “I giocatori importanti fanno la differenza e spostano gli equilibri. La Sir si è trovata con Leon a mezzo servizio nel momento topico della stagione. Io dico che bisogna guardare al mondo dell’Nba e pensare che la stagione regolare è un bluff. Meglio tenere a riposo qualche giocatore e perdere qualche partita in quel periodo e arrivare pronti ai play off. Il volley è uno sport da play off e da eventi (Coppa Italia, Supercoppa ecc), in questi momenti dobbiamo essere al top a costo di qualche sacrificio prima o dopo. Per fortuna da quest’anno il primo posto in regular season non vale più la partecipazione in Champions. Sono d’accordo con questa regola e aggiungo che va fatta una riflessione su questo aspetto per decidere come impostare la preparazione”.

 

In Italia dopo 15 anni. Che effetto fa? “Sono consapevole dell’importanza della sfida. Tornare è un piacere ma non una priorità perché stavo in Polonia dove il volley è il primo sport. Ma tornare e andare a Perugia è un’altra cosa. La Sir  è ormai un top club a livello mondiale e negli anni ha acquistato una credibilità enorme a livello internazionale. Per questo dico che è come essere al Real Madrid”.