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Pallavolo Sir, caso Travica-Leal: infondate le accuse di razzismo dello schiacciatore di Modena

 Leal dà un calcio a Travica Foto:  Testa

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Non c'è stato nessun insulto razzista da parte di Dragan Travica, palleggiatore in forza alla Sir Safety Perugia nelle stagioni 2020/2021 e 2021/2022, nei confronti di Yoandy Leal, schiacciatore di Modena. Questo è quanto ha deciso il Procuratore Federale e quanto comunicato dalla società del presidente Gino Sirci nella mattinata odierna, venerdì 17 giugno, tramite una nota, dopo il parapiglia al termine di gara 1 della semifinale playoff scudetto.

 

 

"La Sir Safety Perugia, in relazione al procedimento disciplinare incardinato dalla Procura Federale Fipav nei confronti dell’atleta Dragan Travica e, per responsabilità indiretta, della stessa Società, a seguito delle dichiarazioni rese dall’atleta Yoandy Leal in sede di audizione innanzi alla Corte Sportiva d’Appello per la riduzione della squalifica inflitta dal Giudice Sportivo dopo l’episodio verificatosi alla fine di gara 1 di semifinale playoff, comunica che la posizione dell’atleta Dragan Travica e dello stesso sodalizio, assistito nell’occasione dall’avvocato Vincenzo Maccarone del Foro di Perugia, è stata integralmente archiviata, con provvedimento del Procuratore Federale del 14 giugno 2022, dopo l’esame delle rispettive memorie difensive e l’ascolto dell’atleta, ritenendo del tutto infondate le accuse avanzate dall’atleta Yoandy Leal quale destinatario di presunte frasi a sfondo razzista", si legge nella nota della Sir.

 

 

"Poco dopo la fine del campionato è stata aperta un’indagine disciplinare nei miei confronti dalla Procura Federale Fipav - ha scritto Travica questa mattina su Instagram - La dichiarazione di Leal, in sede di audizioni innanzi alla Corte Sportiva d’Appello per la riduzione della squalifica inflitta dal giudice sportivo dopo l’episodio del calcio alla fine di Gara 1 di semifinale Scudetto, diceva che al momento del saluto mi sarei coperto la bocca e senza farmi vedere e sentire da nessuno lo avrei insultato a sfondo razziale. I documenti che proprio l’accusa ha portato alla Procura Federale dimostrano in modo evidente che niente di tutto ciò è mai accaduto. Quelle immagini sono visibili a tutti, e sono talmente chiare che la sostanza nella memoria scritta dall’accusa di Leal mi ha fatto anche scappare una risata. Meglio così. Infatti il Procuratore Federale, dopo avermi interrogato e dopo aver visionato tutti i documenti del caso, ha archiviato il procedimento in conferma del fatto che le accuse non avevano nessun fondamento. Sono contento perché giustamente la Procura Federale ha dimostrato di volerci vedere chiaro in questioni razziali, che nulla devono avere a che fare con lo sport. Ora io continuerò ad andare avanti per la mia strada come già stavo facendo prima di questa indagine disciplinare, con una prova in più, che dimostra quello che ho sempre detto, cioè che dalla mia bocca non sono mai usciti insulti a sfondo razziale nei confronti di Leal. Continuerò a lottare contro chi mi ha accusato pubblicamente e ingiustamente di questo".