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Perugia, Santopadre non fa sconti ad Alvini

matarazzo e santopadre Foto:  Belfiore

Presentato il nuovo diggì Matarazzo, novità su abbonamenti e lavori al Curi

Domenico Cantarini
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Il nuovo corso biancorosso viaggia su un binario parallelo. In campo tocca a Fabrizio Castori, dietro la scrivania è arrivato Attilio Matarazzo, chiamato a portare nuove idee, tra amministrazione e marketing. Il neo direttore generale è stato presentato ieri in conferenza stampa. “Ci tengo a ringraziare Comotto per quanto ha fatto per il Perugia, era arrivato in un momento difficilissimo - ha detto il patron Santopadre - e ci ha portato fin qui. Ora avevo bisogno di altre competenze e si apre un nuovo capitolo”. Matarazzo arriva da un percorso dirigenziale costruito nel Benevento e proseguito come responsabile marketing in Lega B. “Ho visto molte volte il Perugia quest’anno - ha esordito il neo diggì -, partite esaltanti e belle. Entro nella parte aziendale e cercheremo nuove strategie per il futuro. Avevo una proposta dalla Serie A ma ho preferito il Perugia e mi sento già a casa. Il presidente è un vulcanico, lo conosco da 10 anni e anche in Lega ha portato dei cambiamenti con coraggio. In B ci sono 8 proprietà straniere, dobbiamo preparaci a questo nuovo tipo di calcio”. Tra gli aspetti chiave per valorizzare il Grifo e “una città bellissima” c’è lo stadio che “è un biglietto da visita e finora non è stato molto carino. I lavori in curva - ha aggiunto Matarazzo -, sono un primo passo”. 

 

ABBONAMENTI “La partenza della campagna abbonamenti - ha detto Santopadre - è prevista tra il 27 giugno e il 4 luglio. Stiamo ritardando per vedere l’evoluzione dei lavori e capire quali soluzioni adottare se a campionato iniziato dovremo spostare gli abbonati della curva. A maggio ho visto un grande risveglio negli stadi italiani. Spero quindi che si torni alla vecchia mentalità di abbonarsi: lo stadio è il teatro, si capisce la velocità reale della trasmissione della palla; la tv è il cinema che è altrettanto bello ma non è lo spettacolo dal vivo. Spero che i tifosi tornino a stare dentro le emozioni e per questo sarebbe bello che anche le tv capissero che è necessario tornare a giocare solo il sabato e la domenica”.  

 

CIAO ALVINI, ECCO CASTORI Il patron del Grifo ha poi spiegato il cambio in panchina. L’addio di Alvini “è la solita vecchia storia: vengono a fare il pianto greco e la scelta l’hanno già fatta. Da un lato non mi meraviglio più, dall’altro continuo a rimanerci male perché sogno sempre di aver trovato una persona diversa da quella che è poi la realtà. Alvini è voluto andare via ma qui poteva diventare un eroe. Il resto è una conseguenza della sua scelta, se vuoi portarmi via qualcosa ti siedi e si tratta. Se non fosse stato così sarebbe rimasto fermo 2 anni perché siamo il Perugia e questo è un avviso ai naviganti. Se a me dicessero di fare il presidente della Roma direi no, voglio essere il presidente del Perugia. Detto questo, abbiamo già voltato pagina”. Ora il Grifo è in mano a Castori “che ci dà tanta esperienza. E la scelta è stata fatta anche per continuare sulla strada della difesa a 3 che ci ha fornito le risposte più importanti. Con il mister ho sempre avuto un grande rapporto e ricordo ancora quanto mi ha colpito quando ci ha battuto al Curi alla guida del Trapani ormai fallito. Castori incarna l’onestà, il principio base: giocarsi sempre e comunque la partita”. Infine una considerazione sulle strategie legate ai grifoni con più mercato.  “La nostra rosa è stata sottovalutata rispetto alla sopravvalutazione dell’allenatore. Abbiamo calciatori appetibili ma se arriveranno offerte ufficiali sarà fondamentale la parola del giocatore: se mi dice che non vuole muoversi, e sento questa voglia, sono pronto anche a rinunce economiche”.