Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

F1, Gp Monaco, vince Perez. Secondo Sainz, delusione Leclerc: "Non è possibile"

  • a
  • a
  • a

Dopo un weekend definito "perfetto", la gara poteva perderla solo la Ferrari. E infatti. Quel brividino lungo la schiena quando Charles Leclerc, appena messa a segno una pole straordinaria, aveva esclamato "è stato tutto facile, finora", si è sublimato con la perfezione sì, ma del disastro. Pioggia, rinvii, incidenti: ok, questa è Monaco bellezza, si potrebbe dire. Ma metterci anche la confusione ai box, no. Non doveva succedere. Leclerc parte primo e finisce quarto, in mezzo il passaggio in pit lane per un cambio gomme che gli cambia però pure la giornata. "Senza parole", dirà con un filo di voce appena presa la bandiera a scacchi. Immagini il duello tra il monegasco e Verstappen e alla fine vince quello che non ti aspetti, Sergio Perez, tallonato da Sainz. I secondi saranno i primi, semicitazione.

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Un post condiviso da FORMULA 1® (@f1)

 

Che sarà un pomeriggio complicato si capisce subito. Il diluvio sul Principato costringe prima al rinvio di oltre un’ora e poi alla partenza con la ’rolling start’: via dalla pit lane con i piloti dietro alla safety car a cercare di tenere dritte le vetture. Missione fallita per Latifi, il primo (ancora lui) ad andare contro il guard rail, seguito poi da Stroll. Due giri appena e la safety rientra. Le prime posizioni rimangono cristallizzate, nessuno rischia con il tracciato ancora bagnato. L’eccezione è Pierre Gasly, nelle retrovie: il francese dell’AlphaTauri inizia a girare con tempi più bassi via via che l’asfalto si asciuga, grazie alla scelta delle gomme intermedie al posto di quelle da bagnato, infilando sorpassi su sorpassi in punti impensabili a Monaco, vedi la manovra su Ricciardo alla curva del Tabaccaio. Gli occhi di tutti sono puntati su Gasly, una specie di ’cavià per testare le prestazioni sull’asfalto. Al 16esimo giro è Perez a rompere gli indugi là davanti, rientra ai box e monta gomme intermedie tornando in pista in quinta posizione dietro a Norris. Lo spazio di un giro e in Ferrari parte il balletto: si ferma Sainz, che vorrebbe restare fino a montare le slick, anzi no, si ferma Leclerc. Al 19esimo il leader della gara monta le intermedie (imitato da Verstappen) e rientra in terza. Al 21esimo giro il ribaltone. Dentro Sainz che mette su pneumatici duri, ma dai box prima richiamano pure Leclerc per la stessa operazione, poi quando il monegasco è già davanti ai meccanici, il contrordine: "Resta fuori". Troppo tardi. Il monegasco si infuria, picchia i pugni sul volante e il suo urlo "Cosa state facendo?" è impietoso al team radio. Il perché è presto detto: la Red Bull annusa l’aria e richiama i suoi piloti per un altro pit, così quando la pit lane si svuota, la classifica recita Perez, Sainz, Verstappen, Leclerc. Da primo a quarto. C’è chi nota Verstappen che attraversa la linea bianca in uscita dai box ma è appigliarsi al nulla. Non è finita. C’è tempo per un altro imprevisto, modalità Monopoli. Mick Schumacher picchia violentemente le barriere nella zona delle Piscine. Pilota illeso con la Haas spezzata in due, prima virtual safety car poi bandiera rossa per riparare il danno. Tutti di nuovo ai box. Compreso un furente Leclerc, al quale si avvicina addirittura John Elkann ma difficilmente sarà riuscito nella missione di tranquillizzarlo.

 

 

Si riparte ancora dietro safety car, con un occhio al cielo e un altro all’orologio perché si andrà a raggiungere il limite delle 2 ore di gara. I colpi di scena sono finiti, resta tutto così anche se Perez prova a metterci altro pepe facendosi mettere pressione da Sainz con la complicità del graining sulle gomme. Il trucchetto non riesce, si va fino al termine e si chiude pure con un giro addizionale, ultima stranezza di un Gran Premio che la Ferrari non dimenticherà tanto presto. "Non possiamo fare così", le parole finali di Leclerc via radio. I conti, quelli sì, per il Cavallino sono appena all’inizio.