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Figc Umbria, tentativo di golpe fallito: ecco la sentenza

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Un tentativo di far cadere il Cru, il Comitato regionale dell’Umbria della Figc-Lnd, non andato a buon fine. E’ quello che ha portato sulla scrivania della sezione disciplinare del Tribunale federale nazionale della Federcalcio il caso di Giuseppe Palmerini e Giampiero Micciani, ai tempi rispettivamente dirigente onorario della Lega Nazionale Dilettanti e vicepresidente vicario dello stesso Cru.

 

 

I due sono stati deferiti, infatti, dalla Procura federale lo scorso 7 aprile: Palmerini per rispondere della violazione dell’articolo 4 comma 1 del Codice di giustizia sportiva in relazione all’articolo 10 comma due delle Noif, le norme organizzative interne della Figc, ossia dei principi di lealtà, correttezza e probità, “per aver ideato – scrivono dal Tribunale federale nazionale – un piano finalizzato a ottenere le dimissioni di cinque consiglieri allo scopo di far decadere il Cru, azzerandone i vertici, in concorso con il vicepresidente vicario del Cr Umbria, Giampiero Micciani, fissando un incontro con lo stesso Micciani e con i consiglieri Salvatore Avola, Carlo Emili, Marco Giovagnola e Simone Ortenzi presso la sede della propria società, Palmerini Group, il 5 ottobre 2021 alle 18, per sottoscrivere in quella sede delle lettere di dimissioni irrevocabili con effetto immediato, da lui stesso precompilate, minacciandoli altresì che in caso di ritardata o mancata sottoscrizione, ne sarebbero derivate gravi conseguenze con la Procura federale”; Micciani per la stessa violazione avendo concorso con Palmerini al piano. Il 3 maggio scorso in videoconferenza si è tenuta l’udienza, prima della quale Micciani tramite i suoi legali ha depositato proposta di accordo, per cui è stata decisa nei suoi confronti una inibizione di due mesi. 
 

 

REPACE Sulla vicenda abbiamo interpellato il presidente del Cru, Luigi Repace. Cosa ne pensa dell’accaduto? “Con estremo dispiacere prendo atto di quanto avvenuto, fatti che mai avrei nemmeno immaginato potessero accadere. Ciò che mi rincuora è che nessun altro abbia preso parte a questo illegittimo tentativo di azzerare i vertici del Comitato regionale Umbria, che, ricordo, è un organismo a totale servizio del movimento calcistico dilettantistico regionale e delle sue società, che, oggi più che mai, hanno bisogno e meritano, per i grandi sforzi compiuti negli ultimi due anni, di una governance compatta e coesa. Ho sempre agito nel rispetto dei principi di lealtà e correttezza, che costituiscono le basi dell’attività della Lega Nazionale Dilettanti e del Cru e continuerò a farlo, convinto che tutte le società che ho l’onore di rappresentare sapranno svolgere una riflessione costruttiva su questa triste vicenda”.