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Sir, dove sei finita? Cinque sconfitte nell'ultimo mese. I motivi della crisi

Luca Mercadini
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Si dice che a tutto vi sia una spiegazione. Se così è qualcuno ci deve dire, allora, per filo e per segno cosa sia accaduto alla Sir nell’ultimo periodo. Come sia possibile che una squadra bella e perfetta fino a un mese fa si sia improvvisamente sciolta sotto i colpi di Champions League e play off scudetto. Il 3-0 subito mercoledì notte all’EuroSuole in gara 2 di finale certifica la crisi della squadra di Nikola Grbic che già aveva dovuto abdicare nella sfida del primo maggio al PalaBarton
APPLAUSI MERITATI Cerchiamo allora di capire. Da settembre alla finale di Coppa Italia è stato un susseguirsi di successi e complimenti. Tutti strameritati. Perugia che vince il titolo d’inverno di Superlega, che si qualifica alle finali di Coppa Italia, che porta a casa in maniera inequivocabile la coccarda tricolore, che si piazza al primo posto al termine della regular season con solo due sconfitte, per di più al tie break. E ancora l’en plein in Champions nella fase a gironi dove - va sottolineato - c’era anche l’Itas Trentino
SCRICCHIOLII Poi? Poi succede che si arriva alle semifinali per il titolo continentale e iniziano i primi scricchiolii. I play off partono con la vittoria, non brillante, su Cisterna. Arriva Modena e cominciano i dolori ma la finale è comunque conquistata. L’ultima puntata sono le due gare perse con Civitanova che lanciano la Lube a un passo dallo scudetto. 
IMPRESA EPICA Attenzione, nulla è ancora perduto. Lo insegnano proprio i marchigiani che sotto di due match hanno ribaltato tutto in semifinale contro l’Itas. Ma per farlo servirà una grande impresa, quasi epica contro una formazione in salute che ha in Simon un autentico trascinatore (a proposito, Perugia ce l’ha?). 
PATRIMONIO DISPERSO La Sir ha dilapidato in poche settimane quanto faticosamente costruito nel resto della stagione: cinque sconfitte da fine marzo, più del doppio di quelle subite nei sette mesi precedenti. 
PERCHE'? D’accordo la difficoltà crescente degli avversari e il tasso tecnico che inevitabilmente sale nella fase cruciale della stagione. D’accordo tutto. Ma per spiegare cosa stia succedendo non basta, quando fino a poco tempo fa Lube, Trento e Modena cadevano ripetutamente sotto i colpi tremendi di una Sir in grande spolvero. E non basta nemmeno parlare di calo fisico con la squadra che comunque chiude spesso al quinto set o di “forti pressioni” quando a scendere in campo sono gente del calibro di Leon e Anderson che hanno vinto un’infinità di Champions League, Giannelli campione d’Europa con l’Italia di De Giorgi, Solè bronzo olimpico, Colaci protagonista in carriera di mille battaglie del genere. Non basta anche perché il migliore in gara 2 è stato Rychlicki, il meno esperto della compagnia. E Mengozzi che, il primo trofeo in carriera lo ha vinto qualche settimana fa a Casalecchio sul Reno, quando è entrato il suo l’ha fatto a Civitanova come altrove. Diteci allora cosa c’è che non va in questa squadra dove, nell’ultimo periodo, mancheranno certamente i punti di Wilfredo Leon. Che, però, non possono spiegare tutto quando a funzionare è poco o nulla.