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Calcio dilettanti, il campione del mondo Pedro Pablo Pasculli sarà il nuovo direttore generale dell'Assisi Subasio

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Pedro Pablo Pasculli, campione del mondo con l'Argentina nel 1986 in Messico, grande amico di Diego Armando Maradona, sarà il nuovo direttore generale della Fortitudo Assisi Subasio, squadra che milita nel campionato umbro di Eccellenza, impegnata nella lotta per non retrocedere. L'ex attaccante di Argentinos Juniors e Lecce entrerà in scena a partire dalla prossima stagione, 2022/2023, visto che quest'anno è stato allenatore del Lanciano e non può essere nuovamente tesserato.

 

 

 

"Cosa mi porta in Umbria? Il venire a trovare gli amici: Domenico De Luca, il presidente Pietro Gigliotti, vedere la sua squadra, seguire questi ragazzi. Con Domenico c'è un'amicizia di oltre 10 anni, e anche con il presidente c'è un'amicizia bella. Mi ha invitato, sperando di portargli fortuna e magari pensare a un futuro con un progetto importante per l'anno prossimo", ha detto Pasculli. "E' proprio questo il motivo per cui Pedro è qui - ha detto il presidente, l'avvocato Pietro Gigliotti - Abbiamo avviato un percorso di rifondazione, una città come Assisi merita una realtà calcistica importante. Abbiamo gettato le basi durante questo campionato, riorganizzando le strutture anche grazie al Comune, riassestando l'aspetto societario. Poi la fase successiva è mettere nelle mani di chi il calcio ce l'ha nel dna le sorti di programmazione. Quando Domenico mi ha chiesto di parlare con Pedro, ho capito che parliamo la stessa lingua. E' la persona giusta per le nostre idee. E' qui come mio ospite, sarà una guida in questo mondo nuovo per me, per capire quali interventi fare a livello tecnico, dirigenziale e organizzativo. Oggi inizia il percorso nuovo su delle basi solide per un futuro che sarà roseo: non ci poniamo limiti per quanto riguarda gli obiettivi".

 

 

 

"La nostra intenzione è quella di ricreare entusiasmo ai ragazzi di adesso. La generazione è cambiata, i ragazzi di oggi hanno telefono, playstation e si distraggono così, trascurando un po' lo sport. Noi vogliamo riportare l'entusiasmo ad Assisi, dare la possibilità di riavvicinarli. Questo sport va portato nel cuore. Alla maggior parte dei ragazzi piace, io penso che non si sia perso l'entusiasmo, magari anche noi grandi li abbiamo allontanati e allora siamo noi a doverli riportare qua. Io sono da una vita in Italia, la mancata qualificazione ai Mondiali deve essere un campanello d'allarme. I giovani devono giocare, ma se devono aspettare i 27 anni perdono entusiasmo. Se non hanno la possibilità, a 20 anni perdono la passione. Noi dobbiamo dargli la possibilità di crescere, di creare un qualcosa per il futuro, di venire a divertirsi. Il calcio è bello, divertimento, allegria, ed è quello che cercheremo di fare qui ad Assisi", ha concluso il campione del mondo.