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Merkaj, già 11 gol tra i professionisti con l'Entella: "Con Mugnano sempre nel cuore"

Tommaso Ricci
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Mattia Menichini, per prenderlo in giro, aveva ribattezzato le sue punizioni sbilenche “le Silviette”. Ma il bomber, ai tempi del Castel del Piano, aveva intravisto qualcosa in quel ragazzino classe 1997 originario di Valona con le gambe lunghe che si affacciava nel calcio dei grandi. E sapeva che prima o poi quei palloni sarebbero entrati in rete. Uno dei suoi mentori, invece, Fabrizio Ciucarelli, quello che lo ha trasformato nella punta che è oggi cucendogli addosso un ruolo tutto suo, ci aveva subito puntato perché - parole dell’allenatore attualmente all’Ellera in Eccellenza - “capace di gol disumani”. E adesso che, al primo anno tra i professionisti, Silvio Merkaj, l’attaccante trapiantato appena undicenne nel 2008 a Mugnano, ha superato la doppia cifra in termini di gol (è arrivato a 11 con l'ultima rete segnata venerdì alla Pistoiese), giocando per la Virtus Entella in serie C, vaglielo a dire a quei due che si sbagliavano.
 

 

DIFFICOLTA’ SUPERATE “Ma non è stato tutto così semplice come può sembrare - racconta il buon Silvio -, all’inizio ho fatto un po’ di fatica soprattutto ad ambientarmi alla categoria, è tutto diverso. Poi, piano piano, quando sono stato chiamato in causa dall’allenatore, ho avuto la fortuna e la bravura di farmi trovare pronto e di cominciare a segnare a volte anche gol decisivi”. Ben 11 finora, appunto (impreziositi da 4 assist), uno ogni 173 dei 1898 minuti giocati in campionato. “Non me l’aspettavo veramente alla prima esperienza nel calcio vero - aggiunge Merkaj - anche in considerazione delle difficoltà incontrate in avvio di stagione. Ma poi è andata bene e ora quello che viene in più è tutto ben accetto, basta che serva alla Virtus Entella per raggiungere i suoi obiettivi”. Entella che si sta giocando il terzo posto del girone B, a -1 dal Cesena, squadra che i liguri affronteranno in trasferta proprio domenica prossima.

 

 

Il piazzamento in griglia play off è importante - sono ancora le sue parole -, perché arrivare terzi ci consentirebbe di avere due settimane in più a disposizione per preparare la prima gara. Ora l'importante è restare sul pezzo e provare a finire al meglio”. Tifa Milan e in testa ripassa ogni tanto i movimenti visti fare in tv da Sheva e Ibra: play off giocati da protagonisti e scudetto al Milan, diciamolo, sarebbe il massimo per questa stagione già così straordinaria così. “I miei familiari e i miei amici sono felicissimi per quello che sto facendo e mi piacerebbe regalare loro ancora altre soddisfazioni” aggiunge. Con Mugnano pronta a esplodere di gioia al prossimo gol. Castel del Piano e Foligno che lo hanno visto spiccare il volo tra i grandi, anche.
 

 

 

A MUGNANO “Una dedica per la doppia cifra raggiunta? - fa ancora Silvio - Sicuramente a papà Mojsi, mamma Deti, le mie sorelle Fjona e Denisa, ai miei migliori amici Mattia Ravanelli e Matteo Merlini, alle loro famiglie e a Mugnano tutta, Spadino in primis”. Spado o Spadino, come volete, è il titolare del Bar dello Sport al centro di paese, figura quasi mitologica a cui Silvio è legatissimo, tanto da avergli dedicato anche una maglia ad hoc dopo una vittoria. “Il gol più bello finora? Sicuramente quello all'Imolese da fuori area” chiude. O il prossimo? Quello che potrebbe valere il sorpasso in classifica e il terzo posto? Al Bar dello Sport di Mugnano, a questo punto della stagione, raccomandano una cosa: “Aspettatevi di tutto da Silvio”. Ma intanto i brindisi già si sprecano.