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Sir volley, coach Soli: "Perugia è la squadra più forte al mondo"

 fabio soli Foto:  Benda

Il tecnico di Cisterna parla dei Block Devils che domenica affronterà ai play off

Luca Mercadini
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Dalle parti di Pian di Massiano dicono che affrontare Soli e le sue squadre sia un po’ come andare dal dentista. In effetti lo storico del coach romagnolo contro Perugia è di tutto rispetto. E con squadre non certo definibili big ha sempre creato più di un grattacapo. E’ stato così alla guida di Ravenna nei play off 2017-18, idem nella stagione successiva con Monza. E domenica il ritorno al PalaBarton, stavolta alla guida di Cisterna. “Io dentista? – se la ride Soli -, speriamo di impegnare la Sir, questo sì. Di portare i set oltre il 20 per poi giocarcela con qualche colpo nel finale. Vincerne uno, magar due, sarebbe tanta roba. La ciliegina sulla torta di una stagione che definisco super dopo tutto quello che abbiamo passato”. Fin dalle prime settimane… “Dall’infortunio di Swartz  a Cric che è arrivato dalla Germania con più di un problema, ne abbiamo passate tante. Per questo arrivare ai play off è stato un grande traguardo, ce lo siamo meritati per l’impegno e l’abnegazione dimostrati. E ora siamo qui pronti a goderci questi momenti contro la squadra che definisco più forte a livello internazionale. Ci mettiamo alla prova ben sapendo che di fronte troveremo un grande gruppo, sie nei singoli che come gioco corale. Poi chissà, speriamo in qualche distrazione della Sir, anche se conoscendo bene Grbic questo difficilmente potrà accadere”.

 

Ha definito Perugia la squadra più forte. “Oggi come oggi non vedo formazioni più attrezzate. Ha un sestetto base formidabile e un sestetto bis dove la maggior parte dei giocatori sarebbero titolari in tutte le squadre dalla media classifica in su di Superlega. Questo consente allenamenti di livello altissimo che alla fine fanno la differenza e rendono questo team al momento senza eguali”. E’ la Sir più forte degli ultimi anni? “E’ squadra sicuramente solida e concreta, piena di talenti ma capace di affrontare le difficoltà di gara e di superarle anche senza essere bella. E’ figlia del suo allenatore”.

 

Domenica a Perugia ritroverà Plotnytskyi che è esploso sotto la sua guida a Monza. “Un piacere poterlo riabbracciare. Sta facendo bene, è giocatore di grande qualità con la giusta ambizione in un ruolo non semplice, quello del mezzo titolare. Sa stare al suo posto con la pazienza di chi vuol crescere in una squadra ricca di tanti campioni. Per lui Perugia rappresenta una bellissima palestra dove poter fare ulteriori progressi, considerando che è giocatore capace di grandi cose in battuta, ricezione e attacco, forse un po’ meno a muro”. E che sta vivendo un momento particolare. “Credo che noi non abbiamo idea di quello che sta provando. Non ci rendiamo minimamente conto di quello che sta accadendo nel suo Paese e della sua sofferenza. Dobbiamo cercare di essergli tutti il più possibile vicini”.

 

Da giocatore lei ha vestito la casacca della Sir. Sono passati tanti anni, pensava che la squadra bianconero e Gino Sirci potessero arrivare a questi livelli? “Io sono stato a Bastia nel 2008. Di acqua sotto i ponti ne è passata tanta ma Gino già quella volta aveva un entusiasmo non comune e già quella volta voleva vincere. Sempre. Posso dire che Sirci se fa una cosa la fa per raggiungere il massimo, a ogni livello. Lo sport è la trasfigurazione dei risultati ottenuti da imprenditore. Tornando alla domanda dico che 14 anni fa immaginavo potesse andare molto avanti, certo pensare a dove si trova oggi, realisticamente non era facile”.