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Italia, disastro Nazionale. Il ct Mancini: "Il più grande dolore della mia carriera. Il futuro? Vedremo". Gravina: "Deve continuare"

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"Non è colpa del presidente e non è colpa dei giocatori. Sono l'allenatore, il primo responsabile quando le cose non vanno nel calcio. Sto soffrendo molto". Sono parole di Roberto Mancini, ct della Nazionale, pronunciate dopo la mancata qualificazione ai mondiali di calcio. L'Italia è stata sconfitta a Palermo dalla Macedonia del Nord e per la seconda volta non parteciperà alla fase finale della competizione iridata. "Non so perché siamo qui, contro la Svizzera abbiamo fatto due partite che avremmo dovuto vincere. Evidentemente doveva andare così", ha aggiunto il ct. "Nazionale meno sentita? E' ormai da anni che è così, ma non c'entra nulla con la sconfitta".

Sarà ancora lui a guidare la Nazionale dopo questa bruciante sconfitta? "Il futuro? - risponde - Ora la delusione è troppo grande per parlare di futuro, vediamo. Il mio affetto per i ragazzi ora è ancora più grande, perché è un momento difficile. Ora bisogna far passare un po' di tempo, è una delusione grandissima, ma la squadra è fatta da giocatori bravi con un grande futuro". E ancora: "Credo che come quella di luglio scorso è stata la cosa più bella che ho vissuto a livello professionale (la vittoria dell'Europeo, ndr), questa è la più grande delusione. Il calcio è così, succedono delle cose incredibili ma è successo".

"Abbiamo fatto di tutto per vincere, ma certe partite sono così. Quella all'Europeo è stata una vittoria meritata, poi da lì c'è stata tanta sfortuna. Ma è inutile, quando si perde bisogna anche sapere soffrire. Il gruppo lo abbiamo dominato, bastava un rigore e saremmo stati al Mondiale". "Mi auguro che Mancini continui con noi, che smaltisca in tempi rapidissimi le scorie di questa eliminazione e che ritrovi le energie perché ha un impegno con noi". Queste le parole di Gabriele Gravina, presidente della Figc.